Problemi in ogni reparto: si cerca di recuperare almeno Iacoponi e Kucka. La squalifica di Hernani complica le cose
Ci vorrebbe la classica mossa del cavallo, una di quelle che capovolgono la partita. Ci sta provando Renzi, mettendo fuori gioco il Governo Conte, ne avrebbe bisogno il Parma per rimettersi presto in carreggiata. Una delle mosse alle quali ci ha abituato Roberto DāAversa, capitano appiedato dai muscoli fragili dei suoi, rimasto senza truppa, generale che non dispone quasi più di una fanteria da mandare allāassalto. Più che un condottiero furente (caratteristica che lo ha sempre contraddistinto), DāAversa sembra un cavaliere disarcionato. Messo a dura prova dal logorio degli infortuni dei suoi calciatori, con la lista che si allunga giorno dopo giorno, che rischia di arrivare a domenica ā momento della partita contro lāaltro Roberto (De Zerbi) ā con la formazione che rischia di essere dettata veramente dal dottore. Lo staff medico fa la conta dei problemi muscolari, il Parma ĆØ martoriato da questo punto di vista.
Per fortuna qualche buona notizia, se cosƬ si può chiamare, arriva da unāinfermeria stracolma, nella quale ĆØ entrato anche il giovane Balogh, difensore ungherese che alza bandiera bianca, colpa di una tendinopatia. E nel giorno in cui Ā Ā Lautaro ValentiĀ ha eseguito a Monaco, dal Prof. Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt, una visita di controllo che ha confermato la gravitĆ della lesione subita domenica contro la Lazio e, di conseguenza, al giocatore ĆØ stato imposto il protocollo di recupero, DāAversa riabbraccia Grassi e Kucka, due dei suoi più cari centurioni. Il primo potrebbe anche fare un passo indietro, andando a giocare sulla linea difensiva, viste le numerose carte che sono saltate dal banco. Si proverĆ fino alla fine a recuperare anche uno tra Gagliolo e Iacoponi, altri scudieri fidatissimi di Bob, che va allāattacco ā si fa per dire ā di De Zerbi con quello che ha a disposizione e con i pochi rimasti integri.
Pesa sulle gambe dei calciatori la differenza di preparazione fisica, i diversi carichi di lavoro che sono inevitabilmente cambiati da uno staff allāaltro e, a questo punto cāĆØ da chiederselo visto che alcuni forfait sono dettati da ricadute: qualche valutazione dello staff medico, che ha āconsegnatoā troppo presto agli allenatori i calciatori, dichiarandoli disponibili, salvo non esserlo più dopo una settimana, una partita, un tempo addirittura. Intanto questa serie di up&down hanno accompagnato da sempre lāavventura di DāAversa sulla panchina del Parma, segnando in parte anche la breve parentesi di Fabio Liverani.
Il patto salvezza che il tecnico ha stretto con i suoi in questi giorni dipende soprattutto dalle motivazioni che ognuno di loro ha nel volersi tirare fuori da una situazione impronosticabile, allāinizio di settembre. E se non bastano gli infortuni a complicare la vita a Roberto DāAversa, cāĆØ da tenere conto anche della squalifica di Hernani, che lascia un vuoto in mezzo al campo. Il brasiliano era uno dei pochi a girare a pieno regime, il Parma ha perso una certezza, ma ha ritrovato la forza di Juraj Kucka, leader assieme a Bruno Alves (in dubbio per la sfida di Reggio Emilia) di una squadra che ha bisogno di unāiniezione di fiducia per continuare la corsa verso lāobiettivo salvezza, minato da problematiche che hanno accompagnato da sempre il cammino di DāAversa. Che adesso deve inventarsi la mossa del cavallo, quella giusta, per evitare di sporcare la sua storica impresa con qualcosa di cui non se ne sente il bisogno.



In difesa non ha nemmeno gli uomini contati.
Non ne ha.
Squadra primavera please.
Nel mercato ci vogliono 3 difensori.
Due sno pochi
Radu nn ĆØ male
Out anche Alves. Notizia di adesso
Grassi sarĆ il nostro migliore acquisto…esterno basso e centrocampista. Per domenica invece siamo anche troppi. Mi dispiace però per il colonnello Osorio e il Lautaro fumante.
Forza Parma
Fabio siamo troppi,?
Cos’ ĆØ un una battuta?
Non fa ridere
Non c’ĆØ niente da ridere infatti! Il mio era un incitamento alla squadra (scritto quando ancora non era uscita la deprimente notizia dell’infortunio al capitano) e volevo dire che siamo comunque abbastanza (fin troppi) per farcela.