Il CEO crociato fissa una scadenza per fare chiarezza sul futuro dello spagnolo: “Nella quotidianità non vedo criticità”
Il futuro di Adrián Bernabé, la crescita dei giovani e la necessità di ritrovare la forza mentale per reagire alle difficoltà. Nella conferenza stampa di oggi, l’amministratore delegato del Parma Federico Cherubini ha affrontato diversi temi legati al momento della squadra, soffermandosi anche sul rinnovo del centrocampista spagnolo e sulle prospettive del progetto tecnico gialloblù.
Rinnovo Bernabé, Cherubini vuole fare chiarezza
Il contratto di Bernabé resta uno dei temi da affrontare in casa Parma. Cherubini ha spiegato di non aver ancora incontrato l’agente del giocatore, che ha avuto alcuni problemi personali, ma ha indicato nella sosta di novembre il termine entro cui vorrebbe avviare un confronto concreto.
«Speriamo di incontrare l’agente a breve, che ha avuto dei problemi personali. Io mi sono dato come timing la volontà di parlare prima della sosta di novembre», ha dichiarato il CEO. L’obiettivo è capire le intenzioni delle parti e valutare le condizioni per proseguire insieme: «Penso che sia doveroso parlare e guardarsi in faccia con trasparenza e capire che condizioni ci sono. Rimandare non serve a nessuno: spero di fare chiarezza e verrete informati».
Cherubini ha comunque escluso, almeno sulla base delle indicazioni quotidiane, l’esistenza di particolari criticità nel rapporto con il centrocampista: «Se mi dovessi basare sulla sua quotidianità non vedo criticità nel rinnovo». Resta però da capire se il giocatore e il suo entourage abbiano prospettive differenti per il futuro. «Non ho incontrato l’agente, quindi voglio capire se nella sua traiettoria ci sono idee diverse», ha concluso.
Giovani, nessun alibi per la crisi
Un altro tema centrale riguarda il contributo dei giovani in una squadra che sta attraversando un momento complicato. Per Cherubini, le difficoltà possono rappresentare un’occasione di crescita, ma non devono trasformarsi in una giustificazione per i risultati.
«Credo che i giovani crescano nelle difficoltà. Sarebbe bello navigare in zone più tranquille e non affrontare partite da dentro o fuori già nelle prime esperienze», ha spiegato. Il dirigente ha ricordato come il Parma sia tra le squadre più giovani del campionato, pur precisando che questo dato non si riflette necessariamente nell’età degli undici titolari.
«La gioventù non deve diventare un alibi. Abbiamo giovani molto forti, è una delle note più liete l’apporto dei giovani dalla Primavera e ci sono tanti che spingono», ha aggiunto.
La società intende quindi proseguire sulla strada della valorizzazione dei talenti. Cherubini ha citato le potenzialità individuate nelle formazioni Under 15, Under 16 e Under 20, considerate una garanzia per il futuro del club. Un percorso che, secondo il CEO, deve però essere accompagnato dal mantenimento di standard elevati.
«Dobbiamo ritrovare il fuoco dei successi recenti»
Cherubini ha infine analizzato le difficoltà psicologiche e caratteriali emerse nelle ultime partite, soffermandosi sull’incapacità della squadra di reagire una volta passata in svantaggio.
«Non siamo riusciti a ribaltare i risultati», ha ammesso. Il dirigente ha spiegato che la leadership del gruppo è distribuita tra più giocatori e ha evitato di individuare singole responsabilità, richiamando invece la necessità di ritrovare una spinta collettiva.
«Il gruppo e gli equilibri sono cambiati. Non si può dare per persa una partita quando si va in svantaggio», ha sottolineato. Il riferimento è a quella capacità di reagire che, secondo Cherubini, aveva rappresentato uno degli elementi decisivi nei successi più recenti del Parma.
A dimostrazione di quanto possano incidere gli episodi, il CEO ha citato anche il gol di Lontani: «Se fosse arrivato prima magari avremmo avuto la possibilità». Un’occasione per ribadire che la squadra deve ritrovare fiducia e convinzione, senza arrendersi alle difficoltà. Per uscire dalla crisi, il Parma è chiamato a recuperare quella compattezza mentale che finora è mancata nei momenti decisivi.


