Parma, Cherubini difende Krause: “Non è vero che vuole solo incassare”

Il CEO crociato interviene sul rapporto tra proprietà, squadra e tifosi: "Abbiamo tutti i mezzi per competere, non ci sono condizionamenti"

Federico Cherubini

Il CEO crociato interviene sul rapporto tra proprietà, squadra e tifosi: “Abbiamo tutti i mezzi per competere, non ci sono condizionamenti”

Federico Cherubini fa quadrato attorno a Kyle Krause e alla proprietà del Parma. Nel corso della conferenza stampa, il CEO crociato ha respinto le critiche rivolte al presidente, rivendicando gli investimenti della società e assumendosi le responsabilità per i risultati ottenuti finora dalla squadra. Un intervento che arriva in una fase delicata della stagione, alla vigilia della sfida contro l’Udinese, considerata un’occasione importante per provare a invertire la rotta.

«Si può discutere se lo abbiamo fatto bene o male, ma dire che Krause è interessato solo a incassare non è la verità», ha dichiarato Cherubini. Il dirigente ha ricordato gli investimenti effettuati nei diversi settori del club, sottolineando come la volontà di puntare sui giovani non abbia impedito alla società di acquistare giocatori più esperti, citando Djuric, Cutrone, Diego Carlos e Sierro.

«Non mi sembra che ci siano paletti stringenti da parte di Krause. Abbiamo tutti i mezzi per poter competere e operare senza condizionamenti», ha aggiunto, prendendo le distanze dalle contestazioni rivolte al presidente dopo la sconfitta contro il Torino. «Mi dispiace che si sia preso critiche che non spettano a lui, ma a noi».

Il rapporto con i tifosi e il confronto con la proprietà

Cherubini ha affrontato anche il tema della distanza tra società e tifoseria, manifestando la disponibilità a riaprire un dialogo con i sostenitori. «Mi piacerebbe approfondire sul tema: vorrei capire come fare qualcosa di diverso. Facciamo tanto a livello di partecipazione e siamo a totale disposizione della comunità», ha spiegato.

Il CEO ha confermato la volontà di riprendere il confronto con i tifosi, anche attraverso il tavolo già avviato in passato. Ha però ribadito un principio: «La vicinanza alla tifoseria è doverosa, ma non c’è un meccanismo di delega: le decisioni le prende la società e io questo lo rivendico anche in un momento come questo».

«Se non facciamo risultato, è responsabilità nostra»

Interpellato sul coinvolgimento di Krause nei risultati sportivi, Cherubini ha difeso il modo di operare del presidente, escludendo l’idea di una proprietà che intervenga direttamente sulle scelte tecniche dopo ogni sconfitta.

«Se ci aspettiamo un Krause che entra in campo a fine partita o che caccia il direttore sportivo, noi siamo fortunati a non avere un presidente così», ha affermato. Secondo il dirigente, il presidente crede in un percorso di crescita e si aspetta che gli investimenti effettuati si traducano in risultati. «Qui ci sono tutte le condizioni per lavorare bene: città, tifoseria e proprietà ci danno tutto per fare risultato. Se non ci riusciamo è responsabilità nostra».

Il messaggio è rivolto anche alla squadra e allo staff tecnico. Cherubini ha ribadito la fiducia nelle qualità del gruppo e nel lavoro di Alberto Gilardino, arrivato da poco sulla panchina crociata. «Ha avuto partite complesse, siamo convinti che ci vorrà del tempo, ma raggiungeremo l’obiettivo e domani sarà un primo passo».

Krause non era contento, ma resta vicino alla squadra

Il CEO ha infine raccontato lo stato d’animo del presidente dopo le ultime difficoltà, spiegando che il malcontento per i risultati non si è tradotto in pressioni particolari sulla squadra.

«Krause non era contento, come non lo eravamo noi. Credo che raramente ci sia una proprietà capace di rispettare i momenti di difficoltà. Lui è pronto e disponibile e chiede in che modo può aiutare», ha detto Cherubini, aggiungendo di augurarsi che il presidente possa tornare a lasciare lo stadio soddisfatto.

Sul clima attorno alla squadra e sull’avvicendamento in panchina, il dirigente ha precisato che il peso maggiore sarebbe stato determinato dai risultati negativi, più che dalla separazione con Carlos Cuesta. «La squadra non è mai stata contro Cuesta: c’è stato un dispiacere umano da parte di tutti».

La priorità, in ogni caso, resta il campo. Cherubini ha voluto riportare l’attenzione sulla sfida con l’Udinese, chiamando il Parma a dare una prima risposta concreta in una fase in cui la fiducia della società deve trovare riscontro nei risultati.

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