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Papa Francesco: “Lo sport è festa e celebrazione”

Il Santo Padre lancia un bel messaggio ai giovani: “Il doping annulla la dignità. Mi piace il concetto di fede sportiva”

Tutto il mondo si augura che questo 2021 possa rappresentare un anno di ripartenza dopo i mesi, terribili, seganti dalla pandemia. Il Covid-19 non è ancora stato sconfitto, ma la scienza può e deve rappresentare il nostro faro. Anche lo sport, in tempi difficili come questo, può essere un alleato per guardare con ottimismo al futuro perché lo sport ci insegna che ogni battaglia può e deve essere affrontata col giusto spirito. Lo sa bene anche Papa Francesco che, soprattutto di calcio, è un grande appassionato: “Da bambino, con la mia famiglia andavamo allo stadio, El Gasómetro. Ricordo in modo particolare il campionato del 1946, quello vinto dal mio San Lorenzo vinse. Ricordo quelle giornate passate a vedere i calciatori giocare e la felicità di noi bambini quando tornavamo a casa: la gioia, la felicità sul volto, l’adrenalina nel sangue. Poi ho un altro ricordo, quello del pallone di stracci, la pelota de trapo: il cuoio costava e noi eravamo poveri, ma a noi bastava una palla di stracci per divertirci e fare, quasi, dei miracoli giocando nella piazzetta vicino a casa. Da piccolo mi piaceva il calcio, ma non ero tra i più bravi, anzi ero quello che in Argentina chiamano un “pata dura”, letteralmente gamba dura“.

Papa Francesco: “Lo sport è festa e celebrazione”

Lo sport è fatica, motivazione, sviluppo della società, assimilazione delle regole. E poi è divertimento: penso alle coreografie negli stadi di calcio, alle scritte per terra quando passano i ciclisti, agli striscioni d’incitamento quando si svolge una competizione. In qualche modo lo sport è esperienza del popolo e delle sue passioni, segna la memoria personale e collettiva. Forse sono proprio questi elementi che ci autorizzano a parlare di fede sportiva – ha detto alla Gazzetta dello Sport -. Vincere e perdere sono due verbi che sembrano opporsi tra loro: a tutti piace vincere e a nessuno piace perdere. La vittoria contiene un brivido che è persino difficile da descrivere, ma anche la sconfitta ha qualcosa di meraviglioso. Per chi è abituato a vincere, la tentazione di sentirsi invincibili è forte: la vittoria, a volte, può rendere arroganti e condurre a pensarsi arrivati. La sconfitta, invece, favorisce la meditazione. La Chiesa ha sempre nutrito grande interesse verso il mondo dello sport. Possiamo dire che nello sport le comunità cristiane hanno individuato una delle grammatiche più comprensibili per parlare ai giovani“.

Papa Francesco promuove lo sport pulito

Nessun campione si costruisce in laboratorio. A volte è accaduto, e non possiamo essere certi che non succederà ancora, anche se speriamo di no. Ma il tempo smaschera i talenti originali da quelli costruiti: un campione nasce e si rinforza con l’allenamento. Il doping nello sport non è soltanto un imbroglio, è una scorciatoia che annulla la dignità. Il talento è un dono ricevuto ma questo non basta: tu ci devi lavorare sopra – ha aggiunto -. L’atleta è un mistero affascinante, un capolavoro di grazia, di passione. È facilissimo però trasformarlo in un oggetto, una mercanzia che genera il profitto. Nell’ultima enciclica, Fratelli tutti, ho voluto precisare che il mercato, da solo, non risolve tutto anche se la cultura di oggi sembra volerci far credere a tutti i costi a questo dogma di fede neoliberale. Questo accade quando il valore economico detta legge, nello sport come in tanti altri settori della nostra vita“.

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