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Melli: “Piansi davanti a Tanzi: avevo firmato per il Milan”

Il bomber crociato racconta il patron del Parma: “Ho chiesto scusa, ha capito. Mi ha fatto firmare un contratto in bianco di sei anni”

Sandro Melli è stato uno dei simboli del Parma di Calisto Tanzi. Il bomber crociato, con più di 300 presenze con la maglia crociata, era legatissimo al Cavaliere. Tanto da rifiutare un contratto di sei anni con il Milan di Berlusconi.  “Dopo la vittoria della Coppa Italia – racconta Melli a ParmaToday.it – io stavo trattando il rinnovo del contratto. Nel frattempo ero andato in Svezia a disputare la finale del campionato europeo Under 21, ed è li che ho ricevuto una telefonata da Berlusconi: al rientro dalla Svezia avrebbe mandato a prendermi da un autista per parlarmi. Voleva propormi un contratto. Io avevo deciso di andarci, nonostante avessi una mezza parola con la famiglia Tanzi per il rinnovo del contratto, perché mi piaceva la persona di Berlusconi. Un presidente di carisma, che guidava una squadra come il Milan, più forte di tutti i tempi. Vado precisamente a casa di Adriano Galliani, con il mio procuratore a firmare un contratto di sei anni. Questo contratto sarebbe diventato operativo dopo due anni. Avevo 22 anni ed ero orgoglioso di questa proposta, con in più un contatto molto oneroso.

L’ho firmato: masapevo di aver fatto un qualcosa che non andava fatto. Ma in quel momento, preso dall’euforia, l’ho firmato. Tornando a Parma c’è stato il festeggiamento della Coppa Italia a casa Tanzi, io sono andato. Mi hanno chiamato in disparte perché volevano sapere a che punto fossimo per la firma del rinnovo. Non mi sono sentito di dire una bugia, ho deciso di raccontare tutta la verità di quello che era successo qualche giorno prima, chiedendo scusa in lacrime per essere andato a parlare e firmare un contratto con il Milan. Loro non ne sapevano niente e sono rimasti stupiti, ma hanno apprezzarono molto la mia sincerità e davanti a me il Cavalier Tanzi ha chiamato Berlusconi che da gran signore disse: ‘Se il ragazzo non se la sente più annullo il contratto’. Così è stato: Tanzi mi ha fatto un grande contratto, di sei anni, identico rispetto a quello proposto da Berlusconi, mi ha fatto firmare in bianco. Ricordo che era una domenica, in sede che non c’era nessuno. Hanno aperto la sede solo per me, per fare in modo di farmi firmare subito. Mi sono fidato subito di lui, persona sensibile che aveva capito la mia buona fede e il mio errore. Avevo pianto così tanto, ricordo, per quello che avevo fatto: c’era Ceresini, Pastorello, Scala e tutti quanti che hanno cercato di aiutarmo in questo momento bello ma abbastanza difficile. Avervo ingenuamente e incosciamente tradito la famiglia Tanzi, ho chiesto scusa per quello che avevo fatto. Era una bella giornata, ma da una parte brutta“.

 

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