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La Serie A dice addio al fattore campo

Nelle prime 14 giornate di questo campionato sono più i punti conquistati da chi gioca in trasferta rispetto a quelli di chi gioca in casa: 192 a 183 (51,2%), non era mai successo

Sono tanti i cambiamenti che la pandemia ha portato nel mondo del calcio. Sono stati stravolti calendari, regolamenti (vedi i cinque cambi a partita), budget e fiscalità. Analizzando i dati dei match giocato, appare evidente come, con l’arrivo del Covid-19, sia sparito il fattore campo. Insomma, giocare senza pubblico come avviene da marzo ha portato a un dato significativo: la prima volta in oltre novant’anni di campionato, le squadre che giocano in trasferta stanno conquistando più punti di quelle che giocano in casa, 192 a 183, ovvero il 51,2%.

Serie A: niente pubblico e più colpi esterni

Il dato emerge da un’analisi fatta dal Corriere dello Sport che mette in evidenza quanto sia importante il pubblico, spesso ribattezzato il “dodicesimo uomo in campo”, e come la spinta dei propri sostenitori possa incidere sul risultato finale. I fatto di giocare a porte chiuse ha stravolto questo trend. Prima dell’era dei tre punti solo una volta le squadre in trasferta avevano ottenuto il 40% dei punti, nel 1991/92, facendone 245 su 612. Un dato superato nel 2003/04 col 41,3%. Negli ultimi sei campionati non si è mai scesi sotto il 40% salendo via via fino al record della scorsa stagione: 496 punti in trasferta su 1.055, il 47%. Un record destinato a crollare subito, se il trend di questo 2020/21 (siamo al 51,2%) sarà confermato.

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