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Grassi, qualità a servizio del Parma

Il centrocampista di proprietà del Napoli è stato il primo rinforzo chiesto da Roberto D’Aversa in estate (assieme a Ekdal, poi sfumato): corsa, inserimento e tanta legna

Quasi quattro partite, 341′ per dimostrare che in questo Parma Alberto Grassi è diventato terribilmente indispensabile. A dire la verità, nei due mesi di assenza forzata per un infortunio che sembrava recuperato salvo poi mostrarsi di difficile trattamento, la sua assenza si era avvertita di più rispetto alla sua presenza, nonostante Rigoni avesse fatto molto per non farlo rimpiangere.

ATTESA – Roberto D’Aversa lo ha aspettato, non ha forzato i tempi per il recupero e gli ha fatto assaggiare il campo per 5′ contro il Frosinone prima di buttarlo in mischia con convinzione prima con il Torino, dove ha disputato una grandissima partita, cominciando da mezzala e finendo per fare il regista in mezzo al campo. Tirato a lucido ontro il Sassuolo, ha dato la sensazione di essere insostituibile con la sua dedizione a scucire il gioco avversario contemporaneamente alla sua vocazione di giocare il pallone con qualità, essenziale per il Parma.

NUMERI – Partita di grande quantità, la sua. E’ stato il giocatore tra i 26 in campo (compreso i sostituti) che ha corso di più: 11.737 chilometri, più del suo compagno Antonino Barillà (11.267 chilometri) e di Rogerio (l’avversario con il più alto numero di giri nel motore: 11,28 chilometri). Dai dati si capisce come la mediana per D’Aversa sia una zona di campo fondamentale: fa da scudo quando gli altri hanno la palla, filtrando il possesso degli altri e rimbalzando i tentativi di avvicinamento verso Sepe, sporcando le traiettorie dei palloni e bloccando le linee di passaggio tracciate dai movimenti dei centrocampisti avversari.

In fase di possesso deve ‘smaltire’ un lavoro più fine e non sempre viene chiamata in causa dato, che il più delle volte il Parma preferisce andare lungo a cercare la profondità dettata da Inglese che lavora il pallone e chiama in causa – ora sì – la mezzala che in appoggio offre soluzioni per dare aria alla manovra e innescare Gervinho o il pari ruolo che staziona dall’altra parte, dipende da che parte si sviluppa.

RAID OFFENSIVI –Quantità a parte, la qualità dell’ex giocatore del Napoli (che rimane proprietario del cartellino di Grassi) è tangibile anche negli inserimenti: appena ha campo si butta dentro lo spazio senza rinunciare ai raid offensivi. Quest’anno gli è capitato poche volte (va detto che ha giocato pochissimo) ma l’anno scorso su 28 partite ha segnato 3 gol in una squadra che complessivamente ne ha messi a segno solo 39. Non pochi per un centrocampista che teoricamente doveva difendere e garantire filtro e legna in mezzo.

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