Simone Lontani è stato protagonista del primo appuntamento stagionale con i “Gialloblu Youth Reporter”, iniziativa che permette ai giovanissimi di cimentarsi nel ruolo di giornalisti e intervistare i protagonisti del mondo Parma. Accanto a lui, in questa occasione, era presente anche Matilde Copetti, portiere del Parma Women. Il calciatore ha risposto alle curiosità dei ragazzi, raccontando le proprie esperienze dentro e fuori dal campo.
L’emozione di giocare davanti a uno stadio pieno
Alla domanda sulle sensazioni provate entrando in uno stadio gremito, Lontani ha raccontato: «Sono arrivato da poco nel calcio dei grandi e questa è la mia prima stagione con la prima squadra. Fin dall’inizio, però, ho provato emozioni davvero speciali. Sentire tutto quel pubblico comporta anche una grande responsabilità: bisogna impegnarsi al massimo per essere all’altezza delle aspettative e regalare ai tifosi le soddisfazioni per cui sono venuti a sostenerci».
La passione come ingrediente fondamentale
Parlando dell’aspetto più importante del calcio, il giovane gialloblù non ha avuto dubbi: «Credo che tutto parta dalla passione. È il motivo per cui quasi tutti cominciano a giocare e, nel mio caso, spero possa trasformarsi in una professione. Questo vale nello sport come in qualsiasi altro ambito: senza passione è difficile proseguire. È proprio quella che ti spinge a dare qualcosa in più, a fare uno sforzo supplementare quando serve. Rappresenta il punto di partenza di tutto».
Nessuna ansia prima del fischio d’inizio
Lontani ha poi spiegato come affronta il momento che precede una partita, sottolineando di non essere particolarmente condizionato dalla tensione: «Sono fortunato perché prima di scendere in campo non avverto ansia. Riesco a vivere quei momenti con tranquillità, soprattutto perché so di avere la possibilità di fare ciò che amo. Ci sono tantissimi ragazzi che sognano di trovarsi nella mia posizione e io considero ogni partita un’occasione preziosa per esprimere le mie qualità. Per questo cerco di godermi ogni momento».
I ricordi più belli legati alla scuola
Tra le domande dei giovani intervistatori anche una dedicata agli anni scolastici. Il calciatore ha ricordato con affetto soprattutto le persone incontrate durante quel percorso: «Il ricordo più bello è legato ai compagni, alcuni dei quali frequento ancora, ma anche agli insegnanti. Crescendo capisci quanto abbiano fatto per te, mentre quando sei piccolo non riesci sempre ad accorgertene. Ricordo in particolare due maestre che si occupavano di diverse materie e dovevano affrontare un lavoro impegnativo. Oggi riesco a comprendere meglio i loro sacrifici e conservo un bellissimo ricordo di quegli anni».
Gli inizi da difensore e la battuta sul fantacalcio
Infine, Lontani ha svelato che il calcio gli aveva inizialmente riservato un ruolo diverso da quello attuale: «Quando ero piccolo giocavo da difensore. Avevo una struttura fisica più sviluppata rispetto agli altri, ma con il passare del tempo i miei compagni mi hanno superato anche sotto questo aspetto. È comunque un ruolo che mi è sempre piaciuto».
L’incontro si è concluso con una parentesi più leggera dedicata al fantacalcio tra i componenti della squadra. Con una battuta, il giovane gialloblù ha confessato: «Avevo intenzione di acquistarmi, ma Mandela mi ha anticipato e mi ha soffiato».


