La corsa alla presidenza della Figc entra nel vivo. Giovanni Malagò ha depositato ufficialmente la propria candidatura, accompagnandola con il sostegno di undici società di Serie A. L’ex presidente del Coni ha presentato anche il programma per il prossimo quadriennio olimpico e la documentazione richiesta dallo statuto federale. La sfida con Adriano Galliani si prepara così a diventare uno dei passaggi più delicati per il futuro del calcio italiano.
Il peso decisivo della Lnd
A fare la differenza potrebbe essere la Lega Nazionale Dilettanti, guidata da Giancarlo Abete. La componente dispone del 34% del peso elettorale e rappresenta il principale ago della bilancia nella contesa. Abete, sconfitto da Malagò lo scorso giugno, non ha ancora sciolto le riserve: prima vuole ascoltare i programmi e ottenere garanzie sulle prospettive della Lega. Anche Serie B e Serie C, rispettivamente con il 6% e il 12%, saranno chiamate a esprimersi.
Galliani raccoglie il sostegno delle componenti tecniche
Se Malagò può contare sulle adesioni di undici club di Serie A, pari al 18%, Galliani ha incassato il sostegno di calciatori e allenatori. Aic e Aiac rappresentano complessivamente il 30% dei voti. Nella partita federale emerge anche il nodo della segreteria generale: Marco Brunelli avrebbe comunicato la propria indisponibilità a proseguire nell’incarico in caso di vittoria di Galliani.
Verso il voto del 14 dicembre
L’appuntamento elettorale è fissato per il 14 dicembre. Urbano Cairo invita i club ancora indecisi a trovare unità, mentre la Juventus chiede di approfondire i programmi. Giovanni Carnevali, amministratore delegato del club bianconero, sottolinea l’importanza di ascoltare tutte le componenti.
La partita resta aperta: costruire una maggioranza ampia sarà fondamentale. La scelta di Abete potrebbe risultare determinante per stabilire chi guiderà la Figc.


