L’allenatore del Parma torna sull’episodio che ha indirizzato il derby contro il Bologna: “È stata una chiamata dal Var, l’arbitro non aveva neanche fischiato. Sembrerebbe prima un fallo di Odgaard”
Alberto Gilardino non nasconde la propria rabbia per l’espulsione di Ndiaye che ha condizionato il derby tra Parma e Bologna. Il difensore crociato è stato mandato sotto la doccia al 9′ del primo tempo, dopo una revisione al monitor richiesta dal Var per una trattenuta su Odgaard lanciato verso la porta. Una decisione che ha lasciato più di una perplessità nell’ambiente gialloblù e sulla quale il tecnico ha preferito non alimentare ulteriori polemiche, pur esprimendo chiaramente il proprio punto di vista.
«Sono abbastanza arrabbiato, non sono molto lucido sinceramente per andare a rivedere gli episodi. L’avete visto tutti, non bisogna continuare a parlarne. Mi soffermerei soprattutto sulla prestazione della squadra e dei ragazzi», ha esordito in conferenza stampa.
Poi, sollecitato sull’episodio, è entrato maggiormente nel dettaglio: «A me non è stato spiegato nulla. È stata una chiamata dal Var, l’arbitro non aveva neanche fischiato. Non credo ci fosse una chiara occasione da gol. Rivedendo le immagini sembrerebbe prima un fallo di Odgaard su Ndiaye, ma queste sono analisi che fanno loro, sia dall’alto sia in campo. Sinceramente non ho voglia di continuare a parlare di questo».
«Questa sconfitta ci deve dare forza»
Al di là delle polemiche arbitrali, Gilardino vuole ripartire dalla prestazione dei suoi, capaci di restare in partita nonostante oltre 80 minuti in inferiorità numerica e di riaprire il derby con il rigore trasformato da Sierro.
«Questa sconfitta ci deve dare forza per il futuro. Se lavoriamo così, se l’atteggiamento è questo, sono sicuro che ci toglieremo delle grandi soddisfazioni», ha raccontato il tecnico, riferendo anche le parole pronunciate nello spogliatoio.
«Giocare 90 minuti in dieci non è semplice, però credo che abbiamo tenuto abbastanza bene il campo. Nel secondo tempo abbiamo avuto una palla incredibile con Touré, poi abbiamo riaperto la partita. Negli ultimi cinque o sei minuti ci sono state palle lunghe, magari con un pizzico di fortuna e un po’ più di concretezza la partita poteva cambiare».
L’allenatore ha apprezzato soprattutto la reazione caratteriale del gruppo: «La squadra ha lottato con le unghie e con i denti e ha voluto fortemente rimanere in partita. I ragazzi hanno dato tutto. C’è rammarico perché ci tenevamo a finire prima della sosta con un risultato positivo, però ci prendiamo il segnale positivo che ci ha dato la squadra».
Le indicazioni tattiche e le condizioni di Romero
Gilardino ha parlato anche delle possibili soluzioni tattiche per il futuro, senza escludere il passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro: «È una squadra che, in base alle caratteristiche dei difensori, può giocare a tre ma può anche difendere a quattro. Dipende dalla strategia e dalla squadra avversaria. Mentalmente è un gruppo disponibile e aperto a queste situazioni».
Infine, aggiornamento sulle condizioni di Romero, uscito nel primo tempo per un problema alla spalla destra. L’argentino ha riportato una sublussazione acromion-claveare.
«Non so i tempi di recupero, speriamo di poterlo recuperare il prima possibile. È un problema molto doloroso, l’ho avuto anch’io tanti anni fa. Speriamo veramente di recuperarlo presto», ha concluso Gilardino.


