Parma-Bologna, Marelli: “Sul rosso a Ndiaye immagini incomplete”

L’esperto arbitrale di DAZN analizza i quattro episodi più discussi della partita: "In caso di doppia trattenuta non si deve chiamare il VAR. Sul penalty per il Parma l’imprudenza di Vitik è stata un po’ forzata"

L’esperto arbitrale di DAZN analizza i quattro episodi più discussi della partita: “In caso di doppia trattenuta non si deve chiamare il VAR. Sul penalty per il Parma l’imprudenza di Vitik è stata un po’ forzata”

Parma-Bologna continua a far discutere anche sul fronte arbitrale. Al termine della gara, negli studi di DAZN, Luca Marelli ha analizzato quattro episodi controversi del match, soffermandosi soprattutto sull’espulsione di Abdoulaye Ndiaye e sui due calci di rigore assegnati nel corso della partita. Il giudizio dell’esperto arbitrale non è stato uniforme e non sono mancati rilievi sull’operato di Zufferli e del VAR Meraviglia.

IL ROSSO A NDIAYE: «IMMAGINI INCOMPLETE»

Il primo episodio, quello che ha indirizzato la partita, riguarda l’espulsione di Abdoulaye Ndiaye all’8′. Per Marelli, la revisione al monitor non sarebbe stata supportata dalle immagini più chiare: «Un tardo pomeriggio molto complicato per Zufferli, in collaborazione con Meraviglia al VAR. Guardando le immagini laterali proposte per la revisione, sembra un clamoroso DOGSO, un’occasione da rete chiara. Ma ci sono altre due immagini molto più chiare, quelle frontali, che mostrano come Odgaard si allacci chiaramente ai pantaloncini di Ndiaye e gli impedisca di correre».

Secondo Marelli, ci sarebbero state due trattenute, una per parte: «In caso di doppia trattenuta non si deve chiamare al VAR. Quando viene chiamato all’On Field Review e gli vengono proposte queste immagini può essere tratto in inganno. Probabilmente avrebbe lasciato la decisione di campo se gli avessero dato tutte le immagini». L’esperto sottolinea quindi una responsabilità nella scelta delle immagini: «Zufferli ha dovuto valutare da immagini incomplete e su questo lo giustifico. Quelle frontali dovevano essere mostrate».

IL RETROPASSAGGIO DI TROILO: «IL VAR NON POTEVA INTERVENIRE»

Altro episodio discusso è quello del pallone raccolto con le mani da Daffara dopo un tocco di Troilo. In questo caso, Marelli individua nella valutazione dell’assistente Chiaravalle l’origine della confusione: «Ha visto un pallone fuori sul tocco di Troilo verso Daffara. Se fosse stato considerato un retropassaggio, sarebbe stata punizione indiretta per il Bologna».

Il VAR, però, non avrebbe avuto la possibilità di correggere la decisione: «Può intervenire per assegnare un calcio d’angolo assegnato erroneamente, ma non può far altro che consegnare il pallone al portiere gialloblù per regolamento. Se avesse visto il retropassaggio per Troilo avrebbe potuto cambiare la sua decisione fino al momento in cui il gioco non riprende. Se non l’ha visto non può neanche intervenire il VAR».

IL RIGORE AL BOLOGNA: «CORRETTA L’ASSEGNAZIONE»

Giudizio positivo, invece, sull’episodio che ha portato al calcio di rigore per il Bologna, per il contatto tra Touré e Cambiaghi. Marelli ha anche promosso l’intervento del VAR al 55′ sul presunto fallo di Keita ai danni di Bernardeschi: «È stata corretta l’overrule. Il fallo commesso dal belga non c’era, giusto l’intervento del VAR».

Sul penalty assegnato al 68′, l’esperto spiega: «Zufferli ha visto in campo un tocco sul pallone, che cambia direzione, anche se a toccarlo è il piede di Cambiaghi ed è chiaro rivedendolo al monitor. Corretta l’assegnazione, corretta la non ammonizione e corretta la procedura».

IL RIGORE AL PARMA: «IMPRUDENZA DI VITIK UN PO’ FORZATA»

Più articolato il giudizio sul penalty assegnato al Parma per il contatto tra Vitik e Fabbian. Marelli riconosce la decisione, ma solleva qualche perplessità sulla valutazione dell’intervento: «Delprato allunga per Fabbian, Vitik tocca in ritardo Fabbian ed è assegnato il calcio di rigore al VAR. Abbiamo visto episodi più eclatanti sui quali il VAR non è intervenuto, l’imprudenza di Vitik è stata un po’ forzata e il giallo è un po’ eccessivo».

L’episodio, secondo Marelli, si inserisce in una linea interpretativa già vista nella scorsa stagione, in occasione di Inter-Atalanta, con il contatto tra Scalvini e Frattesi: «Rocchi lo aveva interpretato come calcio di rigore che andava assegnato. Quest’anno pensavamo che non avremmo visto episodi così, ma prendiamo atto che anche quest’anno sono considerati rigore e ce ne potremmo aspettare altri nei prossimi mesi».

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