Schiappa e Sprocati, chi debutta dal 1′?

L’emergenza nel reparto offensivo può favorire l’impiego dei due attaccanti che finora non sono mai partiti titolari in serie A

Nicolas Schiappacasse e Mattia Sprocati. Potrebbe toccare a entrambi oppure a uno dei due, con l’altro praticamente certo di subentrare nella ripresa. Per i due attaccanti, gli ultimi superstiti di un reparto offensivo rimasto orfano degli infortunati Biabiany, Gervinho, Inglese e forse Ceravolo, la partita di questa sera allo Stirpe potrebbe significare l’esordio da titolari in serie A.

POCO SPAZIO. L’uruguaiano, arrivato a gennaio in prestito dall’Atletico Madrid e acclamato dai tifosi, è stato impiegato appena 28 minuti nelle due sfide casalinghe perse con Napoli e Atalanta dimostrando, anche in virtù della giovane età (è un classe ’99), di essere ancora acerbo per un campionato così difficile. Più pronto, almeno sulla carta, l’esterno monzese che nelle sette fugaci apparizioni, in totale 114′, concesse da mister D’Aversa ha realizzato il gol della bandiera, il primo in serie A, in casa della Lazio, sua ex squadra, e raccolto consensi nello spezzone al Tardini contro il Chievo, in cui si procurò il secondo giallo e la conseguente espulsione di Depaoli.

OPPORTUNITA’. Troppo poco per guadagnarsi la fiducia incondizionata accanto a Gervinho e Inglese, le cui pesanti assenze (18 gol in due sui 31 complessivi) potrebbero, in qualche modo, favorire l’esplosione di una potenziale sorpresa nel finale di stagione. Il tecnico crociato deve ancora sciogliere gli ultimi dubbi e decidere, in base alle condizioni di Ceravolo, se rischiare fin dall’inizio gli unici tre arruolabili davanti (il terzo è Siligardi, ormai inamovibile nell’undici di base) oppure tenersi un cambio in panchina avanzando Dimarco nel tridente.

CARATTERISTICHE. Schiappacasse, vice capocannoniere ai recenti Sub-20 con la maglia dell’Uruguay, è considerato più una punta centrale (anche in caso di 4-4-2 o 3-5-2) che non esterno nel classico 4-3-3. Ruolo prediletto da Sprocati che può giocare indistintamente a destra, qualora Siligardi giostrasse da “falso nueve”, o a sinistra, se El Chapa dovesse essere il terminale offensivo.

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