Lo stop di Cagliari brucia parecchio perchè matura ancora una volta nella ripresa in rimonta e contro una squadra alla portata
La Gazzetta di Parma giudica grave la sconfitta subìta dal Parma in casa del Cagliari perchè maturata ancora una volta nella ripresa dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio e arrivata contro una formazione di certo non superiore. Un altro match ball fallito che testimonia il periodo non felice degli uomini di D’Aversa, più disattenti anche nel gioco aereo.
PREMIO ESAGERATO. Si parte e il Parma si arrocca sulla propria trequarti aspettando le avanzate del Cagliari che si mostra più intraprendente, soprattutto, dalla fascia di sinistra. Sepe, però, si deve sporcare i guanti solo in occasione della botta dal limite dell’ex Deiola. I rossoblù, che alla mezz’ora perdono anche l’infortunato Pellegrini, giocano più sul filo dei nervi e dell’orgoglio, sono aggressivi ma, a conti fatti, pungono poco. Così il Parma ne approfitta e passa alla prima vera sortita offensiva: cross di Gobbi, incornata in avvitamento di Kucka che si infila all’incrocio dei pali. Un premio del tutto immeritato per quanto si era visto fino a quel momento ma che è l’ennesimo monito a non distrarsi mai di fronte ai ducali sornioni.
FATAL RIPRESA. Nel secondo tempo l’ingresso della punta bulgara Despodov costringe il Parma ad indietreggiare e fioccano i cross in area. Prima Joao Pedro, espulso nel finale, sfiora il pari poi sulla punizione di Cigarini dalla trequarti la torre di Ceppitelli favorisce il tap-in ravvicinato di Pavoletti a difesa completamente immobile. L’indisponente Gervinho non aiuta i suoi che capitolano ancora a cinque minuti dalla fine. Barella lavora un buon pallone a sinistra e mette al centro dove Pavoletti sovrasta Gobbi e insacca di testa la doppietta personale che vale il sorpasso.
LE RAGIONI. Se non si tratta di calo fisico come ha tenuto a precisare D’Aversa alla vigilia in merito all’analogo ko con l’Inter, si potrebbe parlare di concentrazione che scema col passare dei minuti, di scarsa reattività e di motivazioni costantemente inferiori rispetto a quelle delle ultime avversarie. Di sicuro serve un cambio di marcia per riprendere al più presto il cammino verso la salvezza.



Dalla mancanza di VOGLIA, fame e grinta.
Serve un cambio… Soprattutto a centrocampo. Daversa deve svegliarsi e non lasciare in balia la squadra fino a capitolare. Il fatto stesso che un centrocampista non segue l’uomo sul secondo gol, ti fa capire che siamo “fermi al palo”. La squadre deve sapere che in panchina c’è unallenatore!!!
Pensare che Gerva faccia il lavoro di Biabiany è pura utopia… Perché ha lasciato andare l’Arciere se non si fida dei cambi???
Sempre ForzaParma ??
NON IL PARMA MA D’AVERSA!