L’ex Parma racconta l’incubo a Esfahan: oltre 2.600 km verso la salvezza tra caos, gelo e tensione
Dalla panchina alla fuga per la vita. Gabriele Pin, ex centrocampista del Parma, ha vissuto giorni drammatici in Iran, dove ricopriva il ruolo di supervisore tecnico al Sepahan. Il 28 febbraio, mentre si trovava all’aeroporto di Esfahan pronto a partire per Dubai, la situazione è precipitata in pochi minuti. Un messaggio di un suo giocatore ha acceso l’allarme: persone fatte scendere dagli aerei, panico e missili avvistati nei cieli.
Da quel momento, il caos. «Hanno colpito un sito nucleare a circa 200 chilometri», ha raccontato Pin in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, spiegando come un’esplosione vicino alla città abbia spinto la popolazione alla fuga.
La decisione è stata immediata: lasciare tutto. Insieme allo staff, è tornato in albergo, ha preparato in fretta una valigia e si è unito a un mezzo organizzato dal club, con l’aiuto di un agente italiano.
Uscire da Esfahan è stata una vera impresa: traffico paralizzato, distributori presi d’assalto, comunicazioni interrotte. Da lì è iniziato un viaggio estenuante verso il confine turco, oltre 15 ore senza sosta. «Mi sono seduto accanto all’autista per tenerlo sveglio», ha raccontato.
Condizioni estreme lungo il tragitto, tra file infinite e temperature crollate fino a -18 gradi: «Avevo le mani congelate, non riuscivo nemmeno a prendere il passaporto».
Dopo momenti di tensione al confine, l’ingresso in Turchia e poi il ritorno in Italia, con arrivo a Bologna.



No ! Questo non voglio vederlo in campo OK Vorrei vedere in campo Questa Carlos – Corvi – Bernabè altrimenti niente partita Lazio . Parma
Ma, il van non aveva il riscaldamento? 🤔