“Ecco come sarà il nuovo Tardini”

Il Ceo a La Gazzetta di Parma: "No volevamo lasciare la città senza partite per tre anni, il tempo minimo, come l’esperienza di altri impianti insegna, in caso di demolizione e ricostruzione"

Il Ceo a La Gazzetta di Parma: “No volevamo lasciare la città senza partite per tre anni, il tempo minimo, come l’esperienza di altri impianti insegna, in caso di demolizione e ricostruzione”

“Siamo contenti che sia ripartito il dialogo con l’Amministrazione comunale, con il sindaco Guerra siamo in piena sintonia. Abbiamo formalizzato la volontà di modificare il progetto iniziale, optando per un intervento a stralci. I tecnici sono al lavoro per predisporre il nuovo progetto, con un cronoprogramma dettagliato”. Così il Ceo del Parma, Federico Cherubini, ha parlato della situazione relativa allo Stadio Tardini in un’intervista rilasciata a La Gazzetta di Parma.

Cosa vi ha spinto a cambiare idea?

«Vari fattori. Il primo è non lasciare la città senza partite per tre anni, il tempo minimo, come l’esperienza di altri impianti insegna, in caso di demolizione e ricostruzione. Abbiamo preferito seguire l’esempio dell’Atalanta e dell’Udinese che, pur con qualche disagio, hanno giocato nella loro città anche durante i lavori. La modifica del progetto rafforza anche l’asse tra club, amministrazione e tifoseria. E direi anche con la cittadinanza, nel rispetto dell’attività dei comitati in questi anni. Teniamo sempre presente che il Tardini ha un’atmosfera incredibile, come tutti gli stadi dentro la città, in Italia e in Europa. Il 70 per cento dei tifosi arriva con mezzi alternativi e ecosostenibili. Queste peculiarità meritano di essere valorizzate. Non avrebbe avuto senso pensare di costruire uno stadio in un’area diversa, se si pensa al consumo di suolo, al traffico generato, a tanti disagi di varia natura».

Che “nuovo” Tardini immagina?

«Uno stadio bello e sostenibile, che possa vivere ogni giorno della settimana e non solo in occasione delle partite, con spazi, non necessaria mente commerciali, fruibili da tutta la cittadinanza. Un impianto che sia un patrimonio non solo dei tifosi, ma dell’intera città».

Si riuscirà a aprire il cantiere nell’estate del ’26?

«Spero di sì. Ci auguriamo che un anno sia sufficiente per completare la fase progettuale e ottenere tutte le autorizzazioni».

Durante i lavori si giocherà in un Tardini parzialmente chiuso?

«Questo sarà inevitabile, per almeno due stagioni. Ma saranno disagi limitati: chiudendo a rotazione alcuni settori, garantiremo comunque una capienza pari al numero medio di spettatori: solo per i big match soffriremo la carenza di posti. Ma tenga presente che, se avessimo dovuto andare a giocare altrove, avremmo avuto capienze inferiori. E nell’ipotesi di uno stadio temporaneo si sarebbe parlato di 10-12mila posti».

Come procede il progetto del centro di Collecchio?

«Stiamo rivedendo il progetto iniziale, d’intesa con l’Amministrazione comunale, per valorizzare e implementare il centro in un’ottica di sostenibilità, senza consumo di suolo né demolizioni».

forzaparma.it
Seguici su
Aggiungi forzaparma.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

4 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Tommy
1 anno fa

Ma chissenefrega dello stadio se poi andiamo in B!!!!

Parmigiano
1 anno fa

Cherubini sindaco!

Commento da Facebook
1 anno fa

Bagoló😂

Commento da Facebook
1 anno fa

Nel 7590.

Articoli correlati

Kyle Krause
Dopo aver assistito ieri sera al match del Parma maschile contro il Bologna, il presidente...
Le gialloblù conquistano i primi tre punti del campionato grazie alla terza rete stagionale dell'attaccante....
L'ex arbitro di Serie A ha analizzato sul proprio profilo Instagram le principali decisioni del...

Altre notizie