Sette sconfitte nelle ultime dieci partite per i crociati che non riescono a muovere la classifica e vedono assottigliarsi il margine sulla zona rossa
Se tre indizi fanno prova allora bisognerĆ iniziare, seppur timidamente, a guardarsi anche alle spalle. SƬ perchĆØ il Parma molle e rimaneggiato che ha “resuscitato” il Frosinone, al primo successo stagionale tra le mura amiche, sta confermando di vivere una netta e pericolosa flessione nel girone di ritorno. Le due precedenti sconfitte con Lazio, inaccettabile nella forma (quattro reti incassate nei primi 45′) ma non nella sostanza, e Atalanta, dopo aver tenuto testa per oltre un’ora, ci potevano stare considerando lo spessore degli avversari in corsa per ben altri traguardi.
COSI’ NON VA. Ma quella dello Stirpe, al netto delle assenze, lascia molto di più l’amaro in bocca. Tralasciando il minuto, il 103′, e il modo, un rigore convalidato dal Var dopo quasi dieci minuti d’attesa, in cui ĆØ maturata resta l’idea di aver gettato alle ortiche un’occasione unica di archiviare forse in maniera definitiva il discorso salvezza. Contro un avversario alla portata, sull’orlo del baratro che, però, ha dimostrato più fame e voglia di vincere.
QUOTA 33. Il successo ai primi di marzo sul Genoa sembrava aver messo al sicuro la truppa di D’Aversa che, però, si ĆØ impantanata a quota 33 e tra infortuni, disattenzioni e stato di salute non ottimale rischia davvero di esser risucchiata nella corsa retrocessione. Una situazione francamente impensabile almeno fino a poche settimane fa e, soprattutto, al termine di una prima parte di stagione sopra le righe.
CROLLO.Ā Le sette sconfitte, di cui tre consecutive, nelle ultime dieci partite accendono più di un campanello d’allarme dal momento che le dirette concorrenti alle spalle hanno ripreso a marciare, la quota per la permanenza in serie A rischia di alzarsi e il margine sulla zona rossa ĆØ sceso ad appena sei lunghezze (anche cinque se stasera il Bologna dovesse strappare un risultato positivo a Bergamo). Basta dare un’occhiata ai numeri di queste dieci giornate per comprendere appieno il crollo del Parma che ha collezionato appena cinque punti e incassato ben 26 gol (giĆ peggio di tutto il girone d’andata più la trasferta di Udine), sette in più di Chievo e Roma le più vicine tra le retroguardie più perforate. E sabato al Tardini arriva il Torino, che in questa mini classifica si trova al secondo posto dietro ai “cugini” della Juventus. Fermati all’Allianz Stadium dai crociati in uno dei rari momenti di gloria di un 2019 ora all’insegna della paura.




Una squadra senza un minimo di gioco in balia degli avversari. Da panico cosi non fa un solo punto da qua alla fine.
Cacciare L allenatore semplice
D’AVERSA GO HOME….DA MESI SENZA IDEE E SENZA PALLE…..BASTA GIUSTIFICAZIONI DEL TIPO”NON ABBIAMO NESSUNO IN PANCHINA!
QUELLE PIU QUOTATE X LA RETROCESSIONE STANNO RISALENDO E NOI NIENTE SEMPRE LI E LORO CHI HANNO IN PIU DI NOI!?
La paura fa 90
Col 4/4 /2 E l’anima e tutti coesi nell’unico intento te punti ĆØ VAIIII
cacciare sto pirla
Ripartiamo dal secondo tempo con il 3-4-3 almeno abbiamo creato qualcosa e sofferto molto poco sepe
Iacoponi alves gagliolo
Gazzola kucka BarillĆ di Marco
Gervhino inglese siligardi
se un āAllenatoreā del genere dice che abbiamo perso un punto,ĆØ da ricovero psichiatrico!!!
Questo āAllenatoreā fa Paura per il modo in cui fa giocare la Squadra!!!
passiamo ad un 5-3-2 basta con le tre punte giocando con Sepe,Di Marco,Gagliolo,Alves,Bastoni,Sprocati ( esterno dei cinque ho visto ieri ha gamba ) , Stulac ( Scozzarella fa turnover ) Barilla , Kucka , Gervinho e Inglese