Ferguson: «Bologna è casa mia. Palladino ha il fuoco, a Parma dobbiamo confermarci»

Il capitano rossoblù racconta i motivi della scelta di restare sotto le Due Torri e promuove il nuovo allenatore. Sul derby con i ducali: «Dobbiamo mostrare i progressi fatti contro Milan e Monza».

Lewis Ferguson è ormai uno dei punti di riferimento del Bologna, dentro e fuori dal campo. Il centrocampista scozzese, diventato anche capitano della formazione rossoblù, ha raccontato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport i motivi che lo hanno spinto a rimanere in Emilia, nonostante durante l’estate fossero circolate indiscrezioni su un possibile trasferimento.

«Mi ero preso un po’ di tempo. Avevo sondaggi, sì, ma volevo capire bene cosa fare della mia vita, se sterzare o andare dritto. Poi ho pensato: Bologna mi ha dato tanto. Insomma: mi sono preso il mio tempo e poi ho detto solo 4 parole: Bologna è casa mia. E almeno un altro anno voglio restare qui».

Il ruolo in campo e l’intesa con Pobega

Lo scozzese non sembra intenzionato a lasciare il club, anche se preferisce non fare previsioni a lungo termine sul proprio futuro. Ciò che conta, per lui, è vivere al meglio il presente: «Non sto certo a pensare quanto resterò ma sicuramente penso a come resto. Bologna è casa dal primo giorno, lo ripeto, e qui sto da dio».

Ferguson ha parlato anche della propria posizione tattica, spiegando di sentirsi a proprio agio in diverse zone del centrocampo: «Ho giocato da sottopunta, da box to box, adesso davanti alla difesa come con la Scozia che ha un modulo simile al nostro. In Nazionale sto vicino a Gilmour, qui a Pobega. E stare al centro di tutto mi esalta. Io e Tommy ci troviamo bene: c’è equilibrio, e siccome anche lui vuole andare in avanti per natura, beh, ci alterniamo».

La fiducia in Palladino e la scintilla ritrovata

Tra gli argomenti affrontati dal capitano rossoblù anche il recente cambio in panchina e l’arrivo di Palladino. Ferguson ha descritto con entusiasmo l’impatto del nuovo allenatore, sottolineandone ambizione ed energia: «Palladino ha il fuoco. Anche dell’ambizione. Come noi. E quel fuoco ce l’ha riacceso. Ci ha portato entusiasmo».

Il centrocampista ha poi indicato gli aspetti sui quali la squadra deve ancora lavorare, guardando soprattutto al prossimo impegno contro il Parma: «Dobbiamo migliorare nel gestire il gioco o le fasi di gioco: contro Milan e Monza abbiamo sempre fatto meglio. Dobbiamo mostrarlo anche a Parma».

Il giudizio sull’esperienza con Tedesco

Ferguson è tornato infine sul precedente ciclo tecnico, spiegando come, nonostante le aspettative iniziali, non si sia creato il giusto feeling tra la squadra e Tedesco: «Uno dei primi giorni di ritiro dissi ai ragazzi che si tratta di un allenatore moderno, top. Poi la scintilla non si è accesa. Ma dopo quell’avvio brutto ero tranquillo: serviva la scintilla».

Ora il Bologna guarda avanti e punta a dare continuità ai segnali di crescita mostrati nelle ultime uscite. La trasferta di Parma rappresenta un nuovo banco di prova per verificare i progressi della squadra di Palladino.

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