Parma, i dettagli che fanno squadra: dalla maglia piegata alle bottigliette raccolte

Dalla Gazzetta di Parma emergono piccoli gesti quotidiani che raccontano il vero spirito del gruppo crociato

Dalla Gazzetta di Parma emergono piccoli gesti quotidiani che raccontano il vero spirito del gruppo crociato

Ci sono dettagli che sfuggono ai più, ma che raccontano molto più di tante parole. E sono proprio questi particolari, messi in fila uno dopo l’altro, a disegnare il volto più autentico del Parma. A sottolinearlo ĆØ La Gazzetta di Parma, che accende i riflettori su abitudini e comportamenti che fanno la differenza.

Succede prima di ogni gara ufficiale: dopo il riscaldamento, i giocatori rientrano in campo indossando la maglia della tuta sopra quella da gioco. Un passaggio di routine, almeno all’apparenza. PerchĆ© poco dopo, espletate le procedure iniziali e prima delle foto di rito, quella stessa maglia viene consegnata al magazziniere – spesso Matteo Priori – ma non in modo distratto.

Chi segue da vicino i crociati lo sa bene: ogni giocatore si prende il tempo per piegarla con cura, sistemarla ordinatamente nel borsone. Un gesto semplice, quasi invisibile, ma tutt’altro che banale. Un segnale di rispetto, verso il lavoro altrui e verso il gruppo. Un modo concreto di essere squadra.

Non ĆØ un caso isolato. Sempre secondo quanto riportato da La Gazzetta di Parma, anche durante la trasferta di Udine si ĆØ visto qualcosa di simile. Mentre la partita scorreva, il massaggiatore Rino Soda si ĆØ messo con pazienza a raccogliere le bottigliette di plastica sparse nei pressi della panchina del ParmaĀ al Bluenergy Stadium, riponendole con ordine.

Un’attenzione che si estende anche fuori dal campo. Il Parma, infatti, ha introdotto la raccolta differenziata all’interno dello stadio, anche nelle aree frequentate dai tifosi: un percorso graduale, ma con l’obiettivo di raggiungere standard sempre più elevati. PerchĆ© anche il calcio, spesso criticato, può e deve dare il buon esempio.

E poi ci sono i gesti individuali, altrettanto significativi. Come quelli di Zion Suzuki che, al termine di ogni partita e di ogni allenamento, si occupa con naturalezza di ripulire lo spogliatoio. Un’abitudine che richiama una cultura del rispetto molto radicata e che, ancora una volta, parla di responsabilitĆ  condivisa.

Piccoli gesti, certo. Ma ĆØ spesso da qui che nasce quel senso di appartenenza di cui tanto si parla nel calcio e che raramente si riesce a spiegare davvero. PerchĆ© essere gruppo non ĆØ solo una questione di moduli o risultati, ma anche – e forse soprattutto – di attenzioni quotidiane.

E allora sì, forse la gentilezza non basterà da sola a vincere le partite. Ma può essere la base su cui costruire qualcosa di solido. E il Parma, da questo punto di vista, sembra avere le idee piuttosto chiare.

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