Melli svela il “manuale Pellegrino”

L’ex attaccante del Parma analizza il centravanti argentino dopo la stagione in crociato

L’ex attaccante del Parma analizza il centravanti argentino dopo la stagione in crociato

Mateo Pellegrino ha conquistato attenzione e consensi durante la sua esperienza con la maglia del Parma. A parlare delle caratteristiche dell’attaccante argentino è stato Sandro Melli, intervenuto ai microfoni di Radio Firenze Viola, dove ha analizzato il possibile futuro del centravanti e il suo eventuale inserimento in una squadra come la Fiorentina.

L’ex bomber crociato ha evidenziato prima di tutto la qualità più importante di Pellegrino: la capacità di trovare la via del gol. “È un giocatore che la porta la vede – ha spiegato Melli -. È un finalizzatore che di testa penso sia il migliore in assoluto in Europa, oltre a essere molto bravo a difendere il pallone”.

Un attaccante con caratteristiche ben definite, che però deve essere inserito nel contesto giusto: “Non ha grande corsa e non è un giocatore che può fare qualsiasi cosa. È argentino e hanno quello spirito, quella voglia di migliorarsi. Deve trovare una squadra con esterni che crossano molto. Se si fa un calcio di fraseggio e di attacco alla profondità, non è molto adatto”.

La partecipazione al gioco resta il punto da migliorare

Melli ha poi approfondito il rapporto tra Pellegrino e la costruzione della manovra offensiva: “Nel gioco con la squadra fa più fatica. Non ha grande tecnica, anche se può ancora crescere. È bravo a coprire la palla e a far salire la squadra, ma meno nel farla ripartire”.

Secondo l’ex Parma, anche il dialogo con i compagni rappresenta un aspetto su cui lavorare: “Ha ancora dei limiti nel palleggio e nella velocità. Quest’ultima è una caratteristica più difficile da migliorare, anche perché non è più un ragazzino”.

“A Parma ha esaltato le sue qualità”

Il rendimento di Pellegrino in una squadra come il Parma, spesso chiamata a un calcio più prudente, è stato comunque un elemento positivo secondo Melli: “Ha ottimizzato al massimo un lavoro offensivo molto basso. A lui va dato merito, perché c’è sempre anche quando tocca pochi palloni”.

Un aspetto già visto anche in passato: “Lo aveva dimostrato nei sei mesi fatti due anni fa. Però servono esterni che crossino, altrimenti per un calcio diverso potrebbe non essere una prima scelta per una piazza come Firenze”.

Il confronto con altri attaccanti porta Melli a citare Moise Kean: “È tutta un’altra tipologia di giocatore. Pellegrino ha bisogno di una squadra che giochi in un certo modo e che sfrutti le sue qualità”.

Il paragone con il grande Bierhoff

Infine, l’ex attaccante crociato ha individuato un paragone importante: “Ti direi Oliver Bierhoff. Anche lui è arrivato senza essere considerato un talento puro. Di testa aveva qualità incredibili, mentre tecnicamente non era un giocatore straordinario. È il primo nome che mi viene in mente pensando a Pellegrino”.

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1 Commento
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MATTeO
3 mesi fa

E adesso chi lo vende a 30mln?

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