Bia ricorda Parma: “Esordii a 16 anni, ero una testa matta”

L’ex difensore crociato racconta alla Gazzetta dello Sport gli inizi al Tardini e la sua carriera: "Sapevo di avere talento e mi sentivo invincibile"

L’ex difensore crociato racconta alla Gazzetta dello Sport gli inizi al Tardini e la sua carriera: “Sapevo di avere talento e mi sentivo invincibile”

In una lunga intervista concessa alla La Gazzetta dello Sport, l’ex difensore Giovanni Bia ha ripercorso la sua carriera calcistica, ricordando anche gli inizi con il Parma.

Cresciuto calcisticamente a Parma, Bia esordì giovanissimo tra i professionisti allo stadio Stadio Ennio Tardini, debuttando in Serie B a soli 16 anni. Un momento che, a distanza di anni, ricorda con grande sincerità e un pizzico di autoironia.

“Un po’ sì, pensavo di avere il mondo in mano”, ha raccontato parlando della sua giovane età. “Ero una testa matta: sapevo di avere talento e mi sentivo invincibile. Dopo le partite uscivo impennando con la moto lungo il viale dello stadio. Ero un tipo bizzarro”.

Parlando dei suoi modelli da difensore, Bia ha citato due nomi su tutti: Franco Baresi e Ciro Ferrara. “Giocare contro Baresi nel derby di Milano è stato un onore”, ha spiegato. Ferrara invece, ai tempi del Napoli, rappresentò per lui una vera guida: “Per me era come un fratello maggiore. Mi prendeva da parte e mi spiegava gli avversari che avrei dovuto marcare, le loro caratteristiche. Era un match analyst in campo”.

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