Il dirigente dal 2018 al Parma: “Lo stadio di proprietà rappresenta l’asset materiale più importante per un club, gli garantisce un flusso costante di entrate”
Il Cfo (Chief Finanzial Officier) del Parma, Valerio Casagrande, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Calcio e Finanza dove il manager, al Parma dal 2018, ha spiegato l’andamento del bilancio dei gialloblu in chiusura al 31 dicembre e le prospettive della società emiliana nel medio e lungo periodo.
BILANCIO – “La campagna trasferimenti si è perfezionata nel rispetto del perimetro finanziario che avevamo programmato. Anche dal punto vista tecnico – sportivo è stata coerente con la nostra visione strategica basata tra le altre su giovani e player trading. Sono stati, infatti, acquisiti giocatori di belle speranze e talento e sin da ora validamente impiegabili in un contesto estremamente competitivo come il campionato di Serie A e che quindi presentano un notevole potenziale in chiave futura. Abbiamo contenuto brillantemente la spirale inflazionistica che tipicamente si genera in relazione ai costi a seguito del passaggio di un club dalla Serie B alla Serie A. Questo elemento è in controtendenza rispetto alle dinamiche osservate, ma al contempo non è sorprendente nel nostro caso, in quanto pianificato e implementato nel percorso ideato nelle passate stagioni che aveva portato alla costituzione di una rosa di giocatori di proprietà aventi potenziale e inseriti in un percorso di crescita”.
RICAVI – “Sul fronte dei ricavi beneficiamo delle iniziative aziendali poste in essere dalla società e della naturale crescita determinata dal passaggio di categoria per quanto attiene ai proventi derivanti dai diritti audiovisivi e, in generale, a quelli commerciali tutti. La combinazione di quanto sopra determinerà un sensibile miglioramento dei risultati economici rispetto alle ultime stagioni (il bilancio 2023 ha segnato una perdita di 80,5 milioni, ndr) e l’allineamento con il percorso improntato al futuro raggiungimento della sostenibilità economico – finanziaria del club”.
STADIO E BUROCRAZIA – “Credo che sia la principale priorità del settore. Lo “stadio di proprietà” in senso allargato, ossia comprendendo anche la fattispecie della concessione dell’impianto per plurime decadi, rappresenta l’asset materiale più importante per un club, gli garantisce un flusso costante di entrate, è determinante nel raggiungimento della sostenibilità economico – finanziaria e consente alla società di porsi in una prospettiva di pianificazione di lungo periodo. La burocrazia? Mi sembra di cogliere segnali confortanti provenienti dal Governo a tal proposito – che migliorino il buon punto di partenza rappresentato dalla “legge stadi”. L’obiettivo dovrebbe, in particolare, essere quello di semplificare l’iter burocratico, attualmente molto complesso e che prevede l’interlocuzione con una molteplicità di soggetti, e di introdurre delle agevolazioni fiscali al fine di incentivare gli investimenti. L’innesco di un processo di rinnovamento infrastrutturale – mi permetto di dire – non avrebbe, peraltro, ricadute benefiche solo sul mondo calcistico. Esistono, infatti, numerosi studi sugli impatti economico-sociali di un nuovo stadio che mostrano i significativi effetti positivi sul benessere economico e sociale della comunità cittadina. Insomma, non è solo una questione specifica delle società di calcio, ma interessa l’economia del Paese nella sua globalità”.


