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Allenamenti, alimentazione e sogni: Inglese incrocia le dita

Il bomber del Parma, al quarto gol in quattro partite, sembra un altro

Sulle spalle ha il 45, ma è un 9 di professione: la somma del numero che porta sulla maglia è proprio quella: nove. Prima il quattro, come i gol fatti nelle ultime quattro partite. Come Roberto Inglese solo Igor Budan nella storia del Parma, l’ultimo e unico assieme all’attaccante di Lucera a segnare quattro reti in quattro gare di campionato. Dopo il quattro arriva il cinque, come le stagioni trascorse a Parma, segnate da gioie e levigate da parecchie sofferenze. Inglese è di per sé un attaccante che sa soffrire, anche in partita: spalle alla porta, mette il fisico a protezione del pallone prima di giocarlo per il compagno che puntuale beneficia del suo movimento. Ma quando gli dei del pallone si sono bellamente voltati dall’altra parte, ignorando il suo talento e minacciandolo, anzi, con guai fisici che hanno logorato il ragazzo, l’uomo più che il calciatore, non c’è stato movimento che impedisse a Inglese di sottrarsi a quella morsa. Solo tanta determinazione e la vicinanza di famiglia e amici. Oltre al lavoro.

Il lavoro svolto con un preparatore atletico dedicato incrociato al Chievo Verona, piazza dove ha trascorso gli anni migliori della sua carriera. Luca Mascia lo ha rimesso in piedi con allenamenti personalizzati con i quali gli ha permesso di recuperare la forza che aveva perso alla caviglia a causa dell’infortunio. Le pesanti operazioni subite avevano indebolito il suo tessuto muscolare, Inglese si è rimesso sotto e grazie a corsa e allenamenti sulla sabbia, con elastici. Attenzione particolare all’alimentazione ed è così che è riuscito a tirarsi su di nuovo. Adesso è tornato a fare quello che sa fare: gol. Non è un caso. Anche se quasi per caso aveva cominciato a giocare a calcio. Era lì per amicizia, per un compagno di classe che si allenava con la Pgs Vigor Don Bosco. Abitava a Vasto da poco, si era appena trasferito. Non arrivando al numero, l’allenatore gli aveva chiesto se volesse giocare. Il tempo di infilare gli scarpini e, un’oretta dopo, si trovò in mano il cartellino da firmare.

Da quel momento ai giorni di Parma, tanti gol dopo, una promozione storica in Serie A con il Carpi, il Chievo e il passaggio a Napoli, sono trascorse stagioni belle e brutte. Vicende poco piacevoli che hanno segnato l’animo di Inglese e gioie. Nel bel mezzo di questa storia era stato messo un punto interrogativo: può continuare a giocare o deve fermarsi? Inglese ha continuato, prima che arrivasse al Parma, Pecchia lo ha indicato come punto fermo del nuovo corso. Da li sono partite chiacchierate, scambi di messaggi, telefonate per testare l’umore del ragazzo, più importante che mai oggi per raggiungere un sogno che lui stesso coltiva nel cuore. La società, con il direttore sportivo Mauro Pederzoli in testa, ha organizzato l’operazione di recupero di uno dei calciatori più talentuosi del Parma. Discorsi, domande e risposte, colloqui e motivazioni alle stelle. Il resto lo sta facendo Inglese, che tiene le dita incrociate e mostra la linguaccia dopo ogni gol. Accompagnato da una nuvoletta postata nelle storie di Instagram come se volesse proprio cullare un sogno. Inglese, l’anti social per eccellenza ogni tanto si prende qualche licenza e posta le sue gesta, per i quali sono contenti tutti. Proprio tutti.

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