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Iachini: “Vincere subito? Non sono Padre Pio, serve tempo”

Il tecnico del Parma in conferenza stampa: “Non ho la bacchetta magica. Nella mia carriera ho centrato qualche risultato ma grazie al lavoro”

Beppe Iachini aspetta la fine del campionato per potersi sedere e parlare con la società. Per ora, le voci non lo infastidiscono per niente. E’ un veterano, conosce benissimo il calcio e sa come funziona. “Certe cose mi scivolano addosso – dice in conferenza stampa – mi spiace per i tifosi perché ci tengono molto. E’ vero, potevamo finire diversamente la stagione, ma alla fine capiremo cosa non è andato. Parlerò con la società a fine campionato. Non sono Padre Pio: se mi chiedete di vincere il campionato in 4 mesi e mezzo avete sbagliato parrocchia. Ci sono gruppi di lavoro che sono insieme da un anno, un anno e mezzo. Io ho fatto la mia carriera, il mio percorso, ho vinto quattro campionati. Se si vuole continuare a fare un certo tipo di lavoro, ok, andiamo avanti. Non ho però segnali diversi in questo senso. Non ho la bacchetta magica. Nella mia carriera ho centrato qualche risultato, ma quest’anno abbiamo incontrato diversi problemi. Di sicuro si valutano queste cose nell’arco del campionato. Non siamo riusciti a ribaltare la stagione, purtroppo troppi problemi hanno influenzato il nostro percorso. Però ce la siamo giocata con tutti, creando tanto. Siamo cresciuti come collettivo, ma il vestito che abbiamo costruito dopo gennaio è stato forzato per rincorrere. Vazquez trequartista e Man esterno ci hanno dato qualcosa in più, poi abbiamo perso Inglese che non lo abbiamo mai avuto. Cassata non c’è mai stato

Non sempre si può ribaltare una stagione, ci sono problematiche che hanno caratterizzato la possibilità di andare in campo e trovare la continuità giusta. Non mi ricordo però che la squadra non sia andata in campo per lottare, vincere. Contro il Lecce, per esempio, c’è rammarico. Non abbiamo concesso quasi nulla. Non siamo stati così abili e fortunati o bravi a mettere la partita sui binari giusti. Per quanto mi riguarda, vedendo il lavoro della squadra e a livello singolo, il percorso c’è stato. Il vestito che abbiamo costruito dopo gennaio è stato un vestito forzato dal fatto di dover rincorrere. Vazquez sulla tre quarti, ad esempio, ci ha dato un buon profitto. Ho spostato la squadra per farla giocare in una certa maniera, ho cercato di forzare alcune situazioni che magari ci avrebbero potuto portare in altre direzioni. Abbiamo perso Inglese, Schiattarella, altri giocatori che non ci hanno dato l’opportunità di variare in un certo modo.

Abbiamo costruito tanto negli ultimi mesi, senza essere bravi a trasformare in rete le numerose occasioni da gol – spiega Iachini prima della partita contro l’Alessandria -. Ci tenevamo a fare un finale di un certo tipo, non ci siamo riusciti. A oggi è così, ma le cose le sappiamo, sarà un tipo di valutazione da fare, così come queste due partite serviranno a capire come continuare a lavorare e crescere. Tanti giovani sono già cresciuti, in un’annata straordinaria per certi versi. Pensate che Turk farà 11 o 12 partite, ed è il terzo portiere. Non basta solo il lavoro sul campo, valuteremo con la società, il presidente e i direttori cosa fare per  continuare a far crescere questa squadra“.

Non ci sarà Buffon contro l’Alessandria: “Lunedì ha avuto un riacutizzarsi del problemino che aveva già. Non sarà a disposizione per la gara contro l’Alessandria. Osorio, che ha avuto un problema alla schiena, e Tutino, ripartiranno con noi. Brunetta e Coulibaly, per via di problematiche di forma virale, avevano saltato l’ultima partita. Ma hanno smaltito i problemi e sono convocati. Danilo non è tra i convocati, ha un dito del piede fuori posto e non può allenarsi.

 

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