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Il ‘no’ alla Cina, il sì al patto salvezza: Brugman è il riferimento

La tentazione del Beijing Guoan, le sirene dalla Turchia e dalla Spagna: ma D’Aversa l’ha convinto a restare

Chissà se ha smesso di correre, Gaston: la partita monumentale che ha giocato contro la Roma, domenica al Tardini, è passata più volte in televisione a Rosario, dove è di casa la famiglia Brugman. Il segno del minerito è stato tangibile: domenica è stato un giocatore profondo, totale, a tutto campo. Ha abbinato come non mai qualità e quantità, predisposto mentalmente per entrambe le fasi, ha interpretato la gara con il piglio giusto, arrivando a concludere la partita con la fascia da capitano al braccio e esaltando il pensiero di calcio di D’Aversa.

E pensare che stava per lasciare Parma a gennaio, quando una delle tante richieste da mercati esteri avrebbe fatto vacillare chiunque. Una volta declinate le offerte dalla Turchia (Antalyaspor) e dalla Spagna, è arrivata una proposta milionaria dalla Cina, più precisamente dal Beijing Guoan che avrebbe trasferito sul conto corrente di Brugman, diversi soldi. Tanti zero messi in fila, che non avrebbero però ripagato – evidentemente – la fiducia che D’Aversa nutre in lui. E’ stato il tecnico abruzzese a impedirgli di partire, lo ha convinto, lo ha fatto sentire importante. Per lui e soprattutto per la squadra, che da qualche gara gira meglio con lui in cabina di regia. Il patto stretto tra Brugman e D’Aversa è stato più forte delle tentazioni orientali, di questi tempi e con una figlia appena nata probabilmente, mettersi a riparo da tormente sarebbe stato molto importante per l’uruguaiano. Che però ha desistito, forte della dose di fiducia iniettata in lui dall’allenatore, che lo ha eletto a riferimento del suo calcio.

Nella partita contro la Roma, ha saputo leggere le traiettorie, sporcarle e impedire ai calciatori della Roma di ricevere tra le linee. Con più di 10 chilometri percorsi, è il calciatore tra quelli in campo ad aver recuperato più palloni: 13. Il saper leggere le situazioni… . Conserva una percentuale altissima di passaggi riusciti: 93%, con 4 lanci su 5 riusciti. Recupero palla e verticalizzazione, pane quotidiano per Gas, che si è caricato il Parma sulle spalle e con l’intercetto di sette palloni, due di questi in area, ha messo lo scudo davanti alla retroguardia di D’Aversa, tornata a subire zero gol. Si è concesso il lusso di due dribbling riusciti (uno su Pellegrini in una zona di campo rischiosa), su altrettante giocate, con 5 tackle decisivi. Numeri che certificano l’importanza di un calciatore che si è dannato l’anima, che ha sposato la causa Parma fino a rinunciare a tanti soldi, e che adesso è più intenzionato che mai a portare a termine il patto salvezza. Quello stretto con D’Aversa nel mese di gennaio.  

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