“A Verona siamo partiti bene, andati in vantaggio e poi abbiamo avuto timore di tutto ciò che poteva capitare”
Il momento complicato ha spinto D’Aversa ad aprire le porte del Tardini ai giornalisti, per una rifinitura insolita. Tutti devono prendere coscienza del momento, in primis i calciatori di una squadra che deve ancora diventare tale, per certi versi. “Ho mille difetti ma nessuno deve mettere in dubbio la professionalità. Ho commesso errori, con un punto in sei partite, e non vado alla ricerca di alibi. Il problema è solo quello di affrontare le partite per ottenere il risultato. Dobbiamo uscire fuori da questa situazione di classifica”. Per uscire serve vincere le partite, quindi fare gol. E il gol, al Tardini, manca da otto partite. “I numeri non sono paragonabili all’anno scorso – dice D’Aversa in conferenza stampa -, almeno nel periodo in cui ho lavorato. Si è creato tanto ma non siamo stati lucidi nel concretizzare, anche sulle palle inattive che sono la nostra forza. Non andiamo a concludere con la cattiveria giusta, anche a Verona abbiamo avuto un paio di palloni per realizzare: Gervinho ad esempio ha avuto due palloni importanti, ma forse anche perché gli ho chiesto tanta quantità, non è arrivato con la giusta lucidità. A Verona siamo partiti bene, forte. Zirzkee ha bisogno di crescere, è giovane e si deve ambientare. Ci manca Inglese, Cornelius sta crescendo. Ma la mancanza di reti è un discorso generico che va migliorato. Penso che non facciamo le cose in maniera determinata. I giovani? Bastoni, Kulusevski, questi nomi dimostrano che non mi sono mai posto limiti di età nel far giocare giocatori giovani, se pronti. E’ chiaro che rispetto ai ragazzi che abbiamo quest’anno dobbiamo dividere chi è arrivato a gennaio e chi a settembre. E’ normale che manca il processo del ritiro e chi arriva a gennaio possa avere difficoltà perché si cerca il risultato. Serve tempo ma di tempo non ne abbiamo. Ma non significa che non ci si lavora tutti i giorni, sia sotto l’aspetto tattico che di lingua. Mihaila è arrivato a settembre ed è più avanti rispetto agli altri, ma è normale. Man è arrivato il venerdì e la domenica era in campo. E’ stato catapultato in una realtà completamente diversa e può faticare a capire diverse situazioni. Zirkzee sta faticando a livello di linguaggio. Non dobbiamo scaricare responsabilità su nessuno, dobbiamo lavorare per ottenere un risultato. Tutto il resto sono chiacchiere, giovani o vecchi non mi interessa. Valuto tutto, scelgo chi dà più garanzie. L’aspetto mentale? Sicuramente sotto l’aspetto psicologico abbiamo attraversato momenti migliori. I ragazzi si sentono responsabili e hanno questo fardello in testa. Non esiste che si vada in campo con il timore di poter non vincere o perdere una partita. A Verona siamo partiti bene, andati in vantaggio e poi abbiamo avuto timore di tutto ciò che poteva capitare. Dobbiamo andare in campo con coraggio. Abbiamo una rosa di giocatori forti e lo penso veramente. La maggior parte sono giocatori che già c’erano l’anno scorso, dobbiamo andare in campo con coraggio, per dominare e vincere il duello. Dobbiamo andare alla ricerca del risultato, basta una scintilla per far svoltare gli aspetti negativi in positivi. La fiducia di Krause? Ci confrontiamo ogni settimana con il presidente e mi ha garantito che non c’è stato nessun incontro. Alla fine di ogni partita si analizza la situazione, non posso pensare di non essere responsabile, quando abbiamo fatto un punto in sei partite. Ma tutti dobbiamo ragionare così. Sulle critiche sono abituato, mi è arrivato addosso di tutto. Mi dà fastidio se si tocca la professionalità, che non è mai mancata. Vi garantisco che non dormo la notte quando perdo. Ho un rapporto pessimo con la sconfitta“.
L’avversario vive un periodo sicuramente migliore rispetto al Parma, “l‘Udinese è una squadra molto fisica – dice D’Aversa in conferenza stampa – ma con qualità. Una squadra forte che arriva da una sconfitta. Dobbiamo ragionare non sugli altri ma su noi stessi, per ritrovare il nostro spirito che ci porti ad un risultato positivo. La vittoria del Torino è una difficoltà in più. Va a complicare ancora la situazione, ma le situazioni cambiano, la quota salvezza può variare dall’oggi al domani. Il Torino ha portato a casa una partita sulle palle inattive. Deve dimostrare che può bastare per poco per svoltare. Sarà importante andare in campo in maniera coraggiosa“. A proposito di coraggio, è quello che lo ha portato a tornare a guida della nave Parma. “Se non volevo tornare non sarei tornato. Il fatto di essere tornato è perché sono convinto di salvare la squadra e i quattro anni di lavoro che ho dedicato al club. Ho mille difetti ma nessuno deve mettere in dubbio la professionalità. Ho commesso errori, con un punto in sei partite, e non vado alla ricerca di alibi. Il problema è solo quello di affrontare le partite per ottenere il risultato. Dobbiamo uscire fuori da questa situazione di classifica. E’ l’aspetto mentale che fa la differenza. Serve massima attenzione sulle palle inattive, non esiste fortuna o sfortuna, ce la dobbiamo andare a cercare la fortuna. Sotto questo dobbiamo migliorare“.



Talmente tanto coraggio di passare a 5 in difesa all’ 80′ ???
Man Zikzee e Mihaila fanno quasi tenerezza…i giovani forti sono altri, a sono in tutte le squadre: non c’è paragone con i vari Skov Olsen, Rovella, Colley, Luca Pellegrini, Ilic, Pessina e tanti altri…tutti giovani con tecnica e attributi, che era poi quello che chiedeva d’Aversa. I nostri non sono neanche paragonabili, bambini acerbi che l’incompetente di Carli, che è il vero male del Parma, ha pagato come fuoriclasse. Il loro problema non è l’anagrafe, è che non sono neanche lontanamente all’altezza della serie A.
Sono forti ma li serve un vero coach.
Man zirzke mhiaila d aversa.hai capito ?non ti provare a far giocare quei bubboni davanti!ci stai facendo deprimere. Maledetto quel giorno!!!
Penso che criticare sia la cosa più facile nei momenti di difficoltà. Penso che le critiche costruttive siano ben accette e quelle negative, ahimè di chi di calcio capire ben poco. Perché il signor D’aversa deve aver un monumento a Parma ed ora sta dimostrando di portare avanti la squadra almeno di recuperarla perché se il signor liverani non ci fosse stato a quest’ora nn saremo ridotti così. Cominciamo ad essere costruttivi verso una persona che q dato l’anima per sta squadra e se sbaglia nn va giudicato ma sostenuto a far meglio
D’Aversa troglodita del pallone. Vai ad allenare in lega pro dove tutti ti capiscono.
D’AVERSA e’un bravo allenatore.
Purtroppo i giocatori hanno finito un ciclo.
Vanno in campo loro non D’AVERSA
Se metti un giocatore e gli dici quello che deve fare e lui non lo fa che c’entra D’Aversa?
Prendiamo Gervinho, gli ha perfino dato la fascia da Capitano ma lui niente proprio non d’,impegna.
A questo punto però le carote conmlui sono finite.
CI VUOLE IL BASTONE
Dimenticavo di dire che a Parma nello staff manca uno psicologo o in alternativa uno psichiatra e mi meraviglio che una società di calcio come il Parma non lo abbia.
Sarebbe servito molto anche per INGLESE.
Il povero D’Aversa non può fare anche lo psicologo
o lo psichiatrs. Non è quello il suo mestiere.
Il suo mestiere e’ fare l’allenatore
Gervinho va messo fuori squadra e multato.
È però Carli il vero CANCRO DEL PARMA
Beh se ci sono problemi di linguaggio la soluzione è semplice, esonerare D’aversa e chiamare un allenatore che ha esperienza internazionale.
Mi vengono in mente Zenga e Donadoni.
Ma non succederà purtroppo
Ma la questa benedetta scintilla dove si può trovare? Da bricoman non l ho trovata e su Amazon neanche.. Un bel casino
nelle interviste leggo che ci sono problemi di lingua
Alves è qui da tre anni e parla ancora in inglese
io credo che al giorno di oggi tutti sanno un minimo di inglese
quindi non raccontiamo frottole
non troviamo la scusa della lingua per piacere
Ma grande mister cosa? Ancora che andate dietro alle belle parole? Che poi tanto belle non sono.. Ma piuttosto pensate ai fatti!!!