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ESCLUSIVA FP – Scavone: “Parma, io tifo per voi”

Il centrocampista del Lecce, di proprietà del Parma, è fiducioso: “So come lavorano i miei ex compagni. Sono veri uomini come Faggiano e D’Aversa”

Anche Manuel Scavone può sostenere – a suo modo – di aver centrato uno storico triplete. Ma non diteglielo altrimenti vi risponde piccato. “Veramente sono sei. Questa è la sesta promozione”.  L’orgoglio di Scavo, così lo chiamano tutti, è tipico del giocatore che è. Lo stesso orgoglio con cui rivendica i suoi successi lo mette in campo, dove il suo apporto è fondamentale. Così è stato a Lecce, così è stato a Parma. Ovunque. Scavone è uno generoso, uno di quei giocatori che riescono a essere gregari e leader, a seconda dei momenti che si attraversano nella stagione. Scavone è un vincente. Perché ha vinto anche la paura di tornare in campo dopo il terribile incidente:Ho passato un periodo particolare. Ma ne possiamo parlare dopo?”.

Va bene, parliamo della terza promozione di fila.

“Non è solo la terza promozione di fila, ma la sesta in carriera. Ed essendo l’ultima è pure quella più viva nei ricordi”.

 Le altre, Parma a parte?

“Le altre? Ne ho centrato una che avevo 20 anni, avevo appena cominciato con il Sudtirol  e sono arrivato dalla C1 alla C2; poi con il Novara dalla B alla A e con la Pro Vercelli, storica, dalla Lega Pro alla Serie B”.

Cosa le rimane di questa impresa?

Di Lecce? Mi rimane un sapore particolare. Quello di una scommessa vinta per una decisione che ho preso questa estate di ritornare in Serie B dopo la vittoria del campionato con il Parma”.

A proposito: che differenza c’è tra Parma e Lecce?

Parma e Lecce sono due tappe fondamentali nella mia carriera. Sono due piazze splendide, dove la gente è esigente in modo diverso. Ma in maniera magnifica. Quest’anno ho avuto un brutto infortunio, mi sono messo in testa però di rientrare e ce l’ho fatta”.

Adesso ne possiamo parlare?

Sì dai, adesso è passato”.

Come ha vissuto quel momento?

“E’ stato un periodo molto brutto. Fino a febbraio io stavo facendo bene, anche la squadra stava facendo benissimo. Purtroppo ho avuto quello stop. La mente si è spostata su altre cose. Ci ho messo un po’ di tempo per riprendermi, ho avuto delle complicazioni a livello di problemi fisici e non sono riuscito a rimettermi subito”.

Cosa ha pensato in quel periodo?

“In quel periodo ho pensato a tante cose. E’ vero, noi siamo calciatori, viviamo questo sport in maniera intensa. Ma quando succedono queste cose si va oltre, si deve andare oltre. Ti godi la famiglia, i bimbi. Assieme a mia moglie mi hanno fatto sentire bene, mi hanno fatto sentire amato. E’ stato fondamentale per me. Però non è stato proprio facile andare avanti e stare fuori a guardare gli altri che rincorrevano un sogno”.

E’ rientrato in tempo per la festa.

“Al Lecce sono molto legato, mi hanno fatto conoscere il calcio del sud, mi hanno accolto come uno che conoscevano da una vita. Ho trovato una grande famiglia. Quando sono rientrato in campo ho sentito il boato di 30.000 persone, tutto per me. Questo è fantastico”.

Parma è stata in apprensione per lei.

“Ringrazio tutti. Tutta la gente. Ho sentito una grande vicinanza. A Parma ho lasciato un bel pezzo di cuore. Ho vissuto due anni fantastici pieni di successi. Sono stato uno dei primi a credere nel progetto, io sapevo che potevamo arrivare in Serie A. Ce l’abbiamo fatta”.

Adesso la Serie A che ha conquistato anche lei è a rischio.

Mi fido dei miei ex compagni”.

Li ha sentiti?

No, non li ho sentiti perché è un momento delicato. Ma faccio il tifo per loro. So come lavorano Faggiano e D’Aversa, so che dentro lo spogliatoio ci sono uomini veri”.

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