Il doppio ex, che ha fatto incetta di trofei su ambedue le sponde, ha parlato in esclusiva a ForzaParma a pochi giorni da Lazio-Parma
In totale tra Lazio e Parma ha alzato al cielo lo scudetto del 2000, due Coppe delle Coppe, altrettante Supercoppe Europee, tre Coppe Italia oltre a riscrivere due record di longevitĆ tra le fila dei biancocelesti. Marco Ballotta risulta, infatti, tuttora il giocatore più anziano ad aver mai disputato un incontro di serie A (44 anni e 38 giorni) e Champions League (43 anni e 253 giorni). E si diverte ancora ad indossare gli scarpini anche dopo le dimissioni di un mese fa dall’incarico di ds al Varese in serie D. Domenica all’Olimpico andrĆ in scena il suo derby del cuore di cui lui parla in esclusiva a ForzaParma.it. “E’ una partita sicuramente più importante per la Lazio che intravvede uno spiraglio per raggiungere la Champions. Ci sono tanti scontri diretti nelle prossime settimane, ha il dovere di crederci e provarci fino alla fine. AvrĆ più motivazioni del Parma che però deve fare ancora qualche punto in chiave salvezza“.
Pensava di ritrovare il Parma quasi salvo a questo punto della stagione?
“Sono quelle squadre neopromosse che, costruite con criterio e sulle ali dell’entusiasmo, giocano in maniera serena ma va detto che può contare anche su elementi di grande qualitĆ . Credo che la sua classifica sia giusta“.
Si può confrontare il Parma attuale con il suo dell’epoca?
“Vedo analogie come pubblico e tifosi. C’ĆØ molto entusiasmo, vincere tre campionati di fila ĆØ stata una cavalcata importante e ha permesso alla piazza di avvicinarsi alla squadra“.
Quanto si assomigliano Asprilla e Gervinho?
“Sono due giocatori velocissimi però tecnicamente molto diversi tra di loro. Tino era più funambolico“.
Come giudica il rendimento di Sepe?
“Andamento più che positivo, in serie A ci può stare e aveva solo bisogno di giocare. Ha vissuto un buon momento poi ĆØ incappato in qualche errore da mettere in conto se consideriamo che nelle ultime tre stagioni era stato impiegato pochissimo“.
La sta sorprendendo il suo ex compagno Simone Inzaghi alla Lazio?
“Sinceramente non me l’aspettavo, non era pensabile arrivasse a certi livelli. Si ĆØ giocato bene le proprie carte, ĆØ stato bravo a farsi trovare pronto e avere le idee chiare. Conoscere giĆ l’ambiente e il presidente Lotito poi deve averlo aiutato parecchio. Manca un pizzico per compiere il salto di qualitĆ finale, ĆØ il momento di fare l’ultimo passo e tentare l’approdo in Champions. Ma non sarĆ facile perchĆØ c’ĆØ tanta concorrenza e vedo la Lazio un pelo sotto le altre“.
Cosa ne pensa di D’Aversa e del gioco del Parma?
“E’ il gioco migliore per una neopromossa, la rosa ĆØ stata allestita appositamente per esaltare la filosofia di D’Aversa. Sta ottenendo grossi risultati al suo debutto in serie A, appena archivierĆ la salvezza potrĆ anche divertirsi“.
Lei lo terrebbe nel prossimo campionato?
“Dipende sempre dagli obiettivi della societĆ , ĆØ giusto che D’Aversa possa essere riconfermato e si riparta da lui. Un altro anno insieme può fare bene a entrambi“.
Cosa hanno significato le tappe di Parma e Lazio nella sua carriera?
“Il Parma ĆØ stata la societĆ che con noi ha vinto i primi trofei importanti. Anche alla Lazio ci siamo tolti grandissime soddisfazioni, conquistare uno scudetto a distanza sul campo oltre un’ora dopo la fine della tua partita fu qualcosa di surreale e di irripetibile“.
Qual era il vostro segreto nei primi anni Novanta?
“E’ bello ritrovarsi in certe manifestazioni e rivangare i tempi passati. Si era creato un trait d’union perfetto tra noi e la cittĆ , ti allenavi in Cittadella a stretto contatto con la gente. Eravamo un corpo unico, la dirigenza prese giocatori all’epoca sconosciuti che poi si rivelarono molto importanti guadagnandosi anche la convocazione in Nazionale. Quel Parma divertiva ed era la squadra più simpatica d’Italia“.



Grande Ballotta.
Grande Ballotta.
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