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D’Aversa-Inzaghi, la sfida infinita

Sarà il quarto confronto in carriera tra i due tecnici emergenti ma nei precedenti Superpippo non ha mai battuto il collega

I PRECEDENTI. Una scalata in simbiosi, dalla Lega Pro fino alla serie A. Uno ci è arrivato attraverso due promozioni di fila con la stessa squadra, il Parma, l’altro, dopo aver vinto il campionato di Lega Pro, ha fermato la sua corsa ai play-off di serie B alla guida del Venezia prima di ricevere la chiamata del Bologna. In meno di due anni D’Aversa e Inzaghi si sono già affrontati tre volte in campionato: un solo precedente in Lega Pro quando nello scontro diretto al vertice i lagunari annullarono il doppio svantaggio al Penzo (da 0-2 a 2-2 in 11 contro 10 complice l’espulsione di Canini), dove i crociati si imposero nella passata stagione in serie B grazie al colpo di testa di Di Cesare. Fattore campo non rispettato in pieno nemmeno nella gara di ritorno del Tardini, finita sul punteggio di 1-1 (il neoentrato Firenze portò avanti gli ospiti agguantati dal rigore di Calaiò), che permise all’allenatore dei crociati di mantenere l’imbattibilità nei confronti del collega.

FILOSOFIE SIMILI. Due tecnici emergenti, partiti o ripartiti, è il caso di Inzaghi che non sfondò al Milan, dalla gavetta e risaliti in fretta attraverso un gioco pragmatico, concreto, fatto di attesa e ripartenza senza mai prestare il fianco all’avversario di turno. D’Aversa sta facendo rendere al massimo le caratteristiche della rosa a sua disposizione, Superpippo, che non vince dallo scorso 30 settembre e non si schioda dalla zona retrocessione, deve ancora trovare la giusta fisionomia e ha variato più volte lo spartito passando dal 3-5-2 al 4-3-3 salvo poi ripensarci e tornare al modulo iniziale.

LE DUE VARIABILI. I due elementi probabilmente irrinunciabili sono Gervinho da una parte e Palacio dall’altra che, a dispetto dell’età, dimostrano di essere ancora integri e capaci di fare la differenza. Non si sa ancora se partiranno dall’inizio perchè l’ivoriano è reduce da un problema muscolare e l’argentino, impiegato per 90′ ieri sera col Milan e fuori due mesi all’inizio della stagione, deve recuperare in breve tempo le fatiche accumulate negli ultimi impegni. Un centrocampo più di corsa e sostanza (chissà se si rivedrà in campo Stulac, il pupillo di Inzaghi) e una difesa rocciosa, imperniata su giocatori di grande esperienza, gli altri punti in comune di due squadre che viaggiano a velocità differenti. Con in testa lo stesso obiettivo.

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