Resta in contatto

Approfondimenti

Gli altri specialisti del Parma: da Zola a Corapi

Il gioiello su punizione di Bruno Alves ha riportato alla mente simili prodezze realizzate in passato partendo ovviamente dal fantasista sardo

MAGIA BRUNO. Dicono che in allenamento sia un cecchino pressochè infallibile e, approfittando dell’assenza di Stulac, lo ha voluto dimostrare anche in partita: negli occhi dei tifosi rimarrà impressa a lungo la perfetta parabola di Bruno Alves valsa il pareggio in rimonta contro il Chievo. Una punizione forte e tagliata al punto giusto con la palla che scavalca la barriera e scende inesorabilmente fino a insaccarsi nel sette alla destra di un incolpevole Sorrentino. Un gol bellissimo che ha ricordato quello realizzato dal difensore portoghese due anni fa con la maglia del Cagliari a Bologna e per i più nostalgici l’ultimo di una lunga serie di specialisti da calcio piazzato visti all’opera al Tardini.

IL TAMBURINO SARDO. Il migliore di tutti, cresciuto sotto i consigli di un certo Maradona, è stato, senza ombra di dubbio, Gianfranco Zola, quinto a quota 20 nella classifica all time dei gol segnati su punizione in serie A. Tante le gemme regalate in maglia gialloblù, tra cui la doppietta al Piacenza e l’invenzione all’ultimo minuto che beffò Pagliuca e la Samp.

LA COPPIA. Nel 2002-2003 i tifosi del Parma si divertirono ad ammirare le gesta del duo MutuAdriano che, a seconda di piede e distanza, si dividevano, seppur non equamente, i compiti. Otto sulle ventidue reti totali del rumeno arrivarono da fermo, una sempre a Taibi passato all’Atalanta, tra le vittime illustri assieme a Buffon, Bucci, Pagliuca e Lupatelli. Il brasiliano, invece, preferiva la potenza e dopo aver lasciato a bocca aperta il Bernabeu ai tempi dell’Inter spaccò di nuovo la porta di Cska Mosca e Roma.

IL CAPITANO. Prima di Alves un altro capitano si incaricava di calciare le punizioni anche da posizione defilata: fu così che Lorenzo Minotti infilò Van der Sar e l’Ajax nel ritorno di quarti di Coppa delle Coppe nel 94′, stesso anno in cui il suo sinistro dal limite bucò l’Atalanta sempre al Tardini.

GLI ALTRI. Limitandoci all’epoca recente il discorso si potrebbe allargare al Pallone d’Oro Stoichkov, a segno al debutto in casa dell’Atalanta e poi in Coppa delle Coppe sull’Halmstad nell’incredibile rimonta dallo 0-3, a Morfeo, implacabile due volte col Lecce, Asprilla al quale bastò quella al Milan per entrare di diritto nella storia e Giovinco che impallinò dalla distanza Catania, Cagliari e Lecce. Senza dimenticare, nelle stagioni della rinascita, il piede educatissimo di Corapi, i portieri di Altovicentino, Villafranca e Sambenedettese se lo sognano ancora, e nell’anno del fallimento l’ultimo in serie A ad opera di Lodi, in data 11 gennaio 2015 sul campo del Verona.

9 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

9 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Altro da Approfondimenti