Il tecnico in conferenza stampa: “Tutta la squadra deve sentire la voglia di fare gol, di andarlo a cercare”
Dopo lo stop di Palermo, il Parma ritrova il calore del Tardini: nel fortino di casa, nelle ultime quattro gare, i crociati ne hanno vinte tre, subendo quattro gol. A proposito di gol, sono pochi quelli segnati dal Parma in questo periodo. “Sui numeri c’è poco da dire, sono dati oggettivi – spiega Pecchia in conferenza stampa -, dal punto di vista del volume di gioco anche a Palermo fino agli ultimi venti metri abbiamo sviluppato con grandissima qualità. Poi abbiamo attaccato la porta con poca veemenza, ma anche in questa settimana abbiamo lavorato tantissimo su questo. Avere il dominio territoriale presuppone portare a casa qualcosa in termini di gol. Tutta la squadra deve sentire la voglia di fare gol, di andarlo a cercare. Gli attaccanti sono i principali deputati, ma questo non toglie che il gol debba riguardare veramente tutti. Bisogna fare giocate individuale, per favorire il compagno magari. Intanto fino ai venti metri ho visto voglia di fare, una precisa identità a prescindere dagli interpreti. Vazquez? Mi piace creare queste situazioni, quando i calciatori hanno potenziale del genere possono essere un vantaggio. L’alternanza di abbassarsi o alzarsi è un vantaggio. Adesso ci stiamo lavorando“.
E il ritorno tra i convocati di Adrian Bernabé dovrebbe favorire el Mudo, punto di riferimento del Parma: “Con Franco è partito basso a gestire palle e poi nel momento in cui c’erano più spazi si è alzato per creare qualcosa in più. Secondo me lo abbiamo fatto bene, anche senza Bernabé, pur non avendo fatto gol. Nella parte finale del primo tempo siamo entrati in area con qualità e forza e li dovevamo fare gol“. Per provare a invertire la rotta, Pecchia convoca Inglese, Mihaila e Man oltre allo spagnolo. “Saranno con noi – ha detto il tecnico in conferenza stampa -. Se questa squadra è pronta per soddisfare le ambizioni del presidente? E’ un campionato totalmente diverso rispetto all’anno scorso. Dobbiamo terminare questo primo blocco, giocare contro il Cittadella che è una realtà consolidata per affrontare questo dicembre che verrà a pieno regime. Ho trovato un ambiente diverso: l’anno scorso ho lavorato con una squadra tutta italiana, qua no. Non è un problema questo, anzi. Mi sono dovuto adattare dal punto di vista comunicativo. Ho trovato una disponibilità di alto livello, un ambiente in cui c’è tutto per far crescere i ragazzi che ho a disposizione“.
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Se perdiamo con il Cittadella il nostro campionato è finito
Tutino cediamolo alla bormioli a titolo gratuito
Meno male… DAI UN TURNO DI RIPOSO AL MUDO e spostalo per favore dietro le punte 💙💛
Ok il corso di lingue ma quando si comincia il corso per imparare a giocare a pallone?
E intanto si gioca con Bonnì in attacco 🤣
Ma dove cacchio vogliamo andare
Col Cittadella finisce 0-0 o se loro indovinano il solito tiro di cuIo finisce 0-1
Miracolo.
Ecco! Con una squadra tutta italiana, senza essere fra le favorite, è andato in A.
Ergo, come ho sempre pensato, e quello che dice Pecchia è la prova del nove, invece di andare in Belgio e oltre, si può stare comodamente più vicino e i giocatori adatti li trovi.
( secondo me poi ci sono operazioni finanziarie…..)
D’ ora in poi non facciamo più l’:errore di prendere stranieri.
Magari sono anche bravi ma cambiando campionato ci vuole come minimo un anno per integrarli e se poi come nel nostro caso sei in serie 🅰️ e poi vai in serie 🅱️ ci vuole come minimo un altro anno in piu’ per integrarli.
Gli italiani per via della lingua si integrano molto più velocemente
Se poi prendi però giocatori gia’ rotti come il Carpentiere, essendo oltre tutto straniero di tempo per integrarlo ci vuole il doppio
Certo se prendi giocatori anche se italiani come Tutino allora…..
Grande Mister
Super
Non diciamolo troppo forte