Nonostante l’emergenza sanitaria, si prosegue con la valorizzazione del talento, della cosiddetta “linea verde”
Il secondo campionato professionistico italiano prova faticosamente a invertire la rotta, benché le risorse siano limitate e i costi e gli organici delle squadre che retrocedono dalla Serie A siano ingenti e tali da non permettere al “paracadute” di ammortizzarli adeguatamente. La pandemia poi ha contribuito ad aggravare i bilanci per via dei mancati ricavi da stadio. Nonostante un insieme di problemi che la Serie B ha dovuto ereditare da più parti, la seconda lega calcistica italiana, si fa portavoce e promotrice del rinascimento azzurro, con il Presidente Mauro Balata schierato in prima linea.
Puntare sui giovani, rilanciare i vivai, creare nuove strutture per la crescita del talento italiano. Questi i punti che caratterizzano il movimento Serie B e che accompagnano la nazionale Under 21 del CT Paolo Nicolato. Infatti, la metà dei convocati milita nel campionato cadetto grazie al lavoro svolto dalle associate e i nomi su cui puntare per il futuro sono numerosi e tutti da scoprire. Partendo dalle novità più recenti, si pensi a Cambiaghi del Pordenone e a Gaetano della Cremonese: in particolare, i grigiorossi capilista, guidati da Fabio Pecchia, hanno messo in vetrina profili di assoluto valore come il portiere Carnesecchi, il difensore Okoli, il centrocampista Fagioli, calciatori, tra l’altro, inseriti nell’ultimo stage a Coverciano con la Nazionale maggiore. Quindi, il Pisa con Lorenzo Lucca, la Spal con Colombo ed Esposito, la Reggina con Cortinovis e Turati, il Crotone con Canestrelli e Mulattieri, il portiere del Lecce Plizzari, Pirola del Monza, Florenzi del Cosenza.
I nomi non mancano di certo e la Serie BKT si dimostra un laboratorio sempre in fermento. L’impegno profuso meriterebbe maggiori risorse dal sistema, anzi sarebbe opportuno che venisse preso come esempio virtuoso per il futuro del calcio italiano.
Nonostante l’emergenza sanitaria, si prosegue con la valorizzazione del talento, della cosiddetta “linea verde”, con il Presidente Balata che aveva rilevato anzitempo la necessità di riaprire gli impianti sportivi al pubblico per evitare danni ingenti all’intero sistema calcio.


