GdS: “Parma, il 5-3-2 non basta”

Dopo l’1-1 con il Monza, La Gazzetta dello Sport mette sotto esame il passaggio dal 4-3-3 al vecchio sistema

Dopo l’1-1 con il Monza, La Gazzetta dello Sport mette sotto esame il passaggio dal 4-3-3 al vecchio sistema

Il cambio di sistema non ha prodotto la svolta che ci si poteva aspettare. È questa, in sintesi, la lettura proposta da La Gazzetta dello Sport dopo il pareggio del Parma contro il Monza. Carlos Cuesta ha sperimentato il 4-3-3 nelle prime uscite stagionali, prima di affidarsi al 5-3-2, ma la maggiore copertura numerica in difesa non si è tradotta automaticamente in una squadra più solida.

La partita del Tardini, secondo l’analisi della Gazzetta, ha mostrato soprattutto un altro problema: non è il numero dei difensori a determinare la qualità della fase difensiva, così come avere più attaccanti non significa necessariamente creare più occasioni o segnare di più.

Il Monza prende il controllo

A fare la differenza è stato soprattutto l’approccio del Monza, capace di mettere in grande difficoltà il Parma nel primo tempo. La squadra di Juric, oltre a trovare il gol del vantaggio con Robinson, ha costruito almeno altre tre occasioni nitide.

Una superiorità costruita anche attraverso un sistema di marcature a uomo a tutto campo. Il Monza ha seguito con grande attenzione i principali riferimenti offensivi del Parma, togliendo spazio e tempi di gioco alla squadra di Cuesta.

Marcature a uomo e grande intensità

Folorunsho, in particolare, ha avuto il compito di limitare Keita, mentre Akinsanmiro si è dedicato a Ordonez. Carboni, invece, ha seguito Fabbian, cercando di neutralizzare anche i suoi inserimenti senza palla.

Una strategia resa possibile anche dalle energie messe in campo dai giocatori del Monza, capaci di mantenere alta l’intensità e di impedire al Parma di sviluppare con continuità la propria manovra.

A questo si è aggiunto il lavoro sulle fasce, dove la squadra di Juric ha garantito spinta e accompagnamento costanti, sfruttando soprattutto le sovrapposizioni interne.

Il modulo non può essere l’unica risposta

La partita contro il Monza lascia quindi aperta una riflessione più ampia per Cuesta. Il passaggio alla difesa a cinque può offrire una struttura differente, ma non può da solo risolvere i problemi della fase difensiva.

Il Parma dovrà trovare maggiore compattezza, capacità di uscire dal pressing e soprattutto continuità nell’arco dei novanta minuti. Il secondo tempo, con la reazione che ha portato al pareggio di Lontani, ha mostrato una squadra diversa. Ma il primo tempo ha evidenziato quanto lavoro ci sia ancora da fare per rendere davvero efficace il sistema scelto dall’allenatore.

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