Dalla fabbrica alle notti di Serie A, il racconto dell’attaccante crociato a L’Équipe dopo il gol contro l’Udinese
Il gol contro l’Udinese del 18 aprile (1-0) non è stato solo decisivo per il Parma, ma anche simbolico per il percorso di Nesta Elphege. Un viaggio lungo, tortuoso e fuori dagli schemi, che l’attaccante francese ha ripercorso in un’intervista concessa a L’Équipe.
«Ripensare alla mia carriera dopo quel gol? No, non proprio», racconta Elphege. «Sono sempre riuscito a gestire le emozioni. So di non aver seguito il percorso classico, ma non ho complessi. Non sono uno che pensa troppo, anche se a casa, nei miei momenti, mi rendo conto di quanto tutto cambi in fretta nel calcio».
Nato a Saint-Denis nel 2001, Elphege è cresciuto calcisticamente nell’US Torcy, affrontando da giovane talenti come Khephren Thuram e incrociando più avanti anche Pierre Kalulu. Un destino che sembra intrecciarsi con quello di grandi nomi, ma che per lui non è mai stato scontato.
Dopo le giovanili, infatti, il calcio si è fermato. Studi, lavoro e una pausa forzata: «Avevo iniziato un percorso professionale, andavo meno agli allenamenti. Sentivo un vuoto». Poi la chiamata del Tours, in pieno periodo Covid, e una nuova caduta con il fallimento del club. Per mantenersi, Elphege ha lavorato anche in fabbrica, assemblando componenti per frizioni automobilistiche.
La ripartenza arriva nel 2022 al Sète, tra mille difficoltà e poche certezze. «A 21 anni in Francia sei già considerato quasi troppo vecchio», spiega. Ma è lì che arriva l’occasione con il Niort, dove segna 13 gol nella stagione 2023-2024, sfiorando la promozione in Ligue 2.
Il salto in Italia è recente, ma deciso. Il Parma lo nota a Grenoble e lo porta subito in Serie A. «Sono un giocatore completo: mi piace giocare spalle alla porta ma anche attaccare la profondità. E per la mia altezza (1,96) sono veloce», sottolinea.
Parma, per lui, non è un club qualsiasi. È un nome che evoca storia e grandi campioni come Lilian Thuram, citato anche dal padre come riferimento. E proprio il destino sembra giocare con i dettagli: il suo nome, Nesta, non è un omaggio al difensore Alessandro Nesta, come lui stesso credeva da piccolo, ma un riferimento a Bob Marley, di cui il padre è grande fan.
Dalla periferia di Parigi alle luci della Serie A, passando per fallimenti, lavori umili e categorie minori: la storia di Elphege è tutto fuorché ordinaria. E quel gol contro l’Udinese è solo l’inizio.



M. Nesta “due tocchi gol” Elphege!
È un grande !! Soprattutto una bella persona . Si merita di raggiungere il suo traguardo!
Domani Nesta doppietta..
Ma perfavore 😄