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Cobbaut, un’arma in più per Pecchia

Il difensore belga può ritagliarsi uno spazio importante in questa coda di campionato ed essere decisivo in caso di playoff

Gli occhi puntati sul Tardini sono quelli di un ragazzone belga che non vede l’ora di sentire la carica dei tifosi. Ci ha messo un anno, Elias Cobbaut, prima di rimettersi in piedi. Nell’anno disastroso chiuso al 12esimo posto in classifica, il belga – seppure con qualche limite – era parso una delle poche scommesse vinte di un mercato azzardato che aveva portato decine di giovani da tutta Europa. Cobbaut aveva fatto la sua onesta figura, ritagliandosi uno spazio importante: aveva giocato 35 partite sotto due gestioni tecniche diverse, si era messo in mostra segnando due gol e firmando tre assist prima di essere riscattato dall’Anderlecht in estate: sarebbe dovuto essere il pilastro sul quale (con Romagnoli) poter costruire il palazzo. Ma la sua stagione è partita malissimo. A inizio luglio si è fermato per un trauma distorsivo al ginocchio destro, saltando tutto il ritiro in altura. Si è sottoposto a una prima operazione a settembre, pensando di poter tornare nel giro di un paio di mesi. La riabilitazione a Parma, la vicinanza della sua compagna Lotte e la speranza di poter dare una mano ai compagni. Ma il sogno dura poco perché Elias è costretto a un altro stop, per il quale è servito un nuovo intervento.

È volato in Belgio, All’AZ Monica Hospital di Anversa, dove l’équipe medica del dottor Joen Lagae lo ha rimesso in sesto. È rimasto in patria, per avere la famiglia vicino e per curarsi direttamente – con la supervisione del Parma – dove si era operato. Il lavoro di riabilitazione è stato duro, ma Cobbaut non si è arreso grazie alla sua voglia di tornare a lottare fianco a fianco con i suoi compagni e al calore della sua famiglia. Allenamenti personalizzati, corsa sulla sabbia e forza. Tutto per rivitalizzare il tono muscolare. Dopo quattro panchine, servite soprattutto a fargli rivivere il clima partita, Cobbaut è entrato in campo nel secondo tempo della partita con la Reggina: 50 minuti di sostanza e qualità, nei quali ha contribuito al forcing finale aiutando i compagni a tenere lontani da Buffon gli avversari. Un intervento decisivo, un pallone intercettato, quattro duelli, tre di questi vinti e tanti passaggi positivi: 21 su 25, con un 84% di precisione. Questo significa che Pecchia ne beneficerà non solo in temperamento, ma anche in fase di costruzione del gioco. Contro il Südtirol, Cobbaut sarà a disposizione dell’allenatore, magari per un altro spezzone e per dare ristoro a uno tra Osorio e Valenti, chiamati in questi mesi a fare gli straordinari con alti e bassi. Intanto l’allenatore può contare su una carta in più sul tavolo. Torna a disposizione un giocatore che, prima degli infortuni, era sul taccuino di Roberto Martinez per la nazionale di Lucaku e compagni, ora guidata dall’italiano Domenico Tedesco: da adesso in poi, avrà un motivo in più per guardare Parma.

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