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Parma, è difficile rimontare

Quando la squadra di Pecchia va in svantaggio non riesce poi a ribaltare il tavolo. E’ successo solo due volte, ma in entrambe le occasioni fu pareggio

Le notizie migliori post il derby arrivano dai risultati delle altre. Dopo il 2-1 incassato dal Modena al Tardini, il Parma si trova ancora a galla nonostante la caduta sia stata fragorosa. Dopo la 14esima giornata del campionato non si segnala nessuna squadra fuga. Il Parma ha perso terreno sì, ha lasciato solo un punto per strada e va a Cagliari sperando di potersi rimettere rapidamente in carreggiata. Frosinone a parte (a +9 dai crociati) bloccato proprio dall’ex Liverani allo Stirpe, la Serie B per ora non ha un padrone: ci sono cinque squadre nella cornice di quattro punti e per Pecchia e compagnia è fondamentale non perdere altro terreno in vista del periodo decisivo. Il Parma è atteso da un dicembre denso di impegni, scontri diretti e partite contro squadre che lottano per salvare la pelle. Farà presto l’allenatore ad analizzare la situazione e a correggere gli errori che si ripetono proprio quando ci sarebbe da sbagliare il meno possibile. E’ bastato pochissimo per far deragliare il treno del Parma mentre correva sui binari della continuità. Davanti si è presentato un Modena modesto, che quasi non credeva ai suoi occhi per aver rifilato due schiaffoni ai crociati in casa propria e aver festeggiato nello spicchio del Tardini dedicato ai suoi tifosi, increduli e giocondi dopo 40 anni.

Alla squadra di Tesser è bastato centrare lo specchio della porta due volte, sfruttare il pisolino di Oosterwolde e compagni e stappare la bottiglia della cantina Serafino che ha ricevuto in dono prima della gara a casa Parma, sotto gli occhi di un Krause incredulo nel leggere la genesi di una sconfitta che ha fatto emergere i limiti tecnici e caratteriali di una squadra che, appena va sotto, non riesce a ribaltare il risultato. Fino a qui, solo due volta il Parma è riuscito ad arrivare al pari dopo essere passato in svantaggio: a Marassi, sul campo più complicato e contro l’avversario più forte (3-3) e contro il Bari in casa, alla prima. Per il resto ha perso le partite nelle quali è passato in svantaggio. E’ successo contro il Südtirol, a Palermo e in casa sabato contro il Modena.

Dietro questo tonfo, tanto inatteso quanto fragoroso, ci sono diverse ragioni. Pecchia aveva spiegato bene come i suoi non fossero ancora in grado di gestire la situazione, provando a partire forte aveva pensato di mascherare anche qualche lacuna caratteriale che poi sarebbe emersa nel corso di una partita tribolata, nella quale i nervi di qualche interprete non hanno retto: minuto 2′, Valenti in area avversaria per un angolo calcia lontanissimo il pallone a gioco fermo. Perché? Un segno di tenuta precaria della partita dal punto di vista psicologico, dettato forse dall’insicurezza o dalla voglia di essere decisivo.

Decisivo, come ha cercato di essere Mihaila che appena entrato si è messo in proprio prima con un tiraccio dai venti metri e poi con una serpentina super, che ha illuso gli undicimila del Tardini e pure qualche compagno che qualcosa di buono potesse accadere: ma non è accaduto. Pecchia sta andando probabilmente oltre le sue possibilità con una squadra ancora immatura per certi traguardi? O è solo una partita grigia, per giunta dopo la settimana di stop che ha spezzato ritmo e agonismo? Bisogna aspettare una settimana, a Cagliari si capiranno tante cose. Ancora non si capisce però il perché di questo tourbillon tattico pensato evidentemente per esaltare le caratteristiche dei vari interpreti: va bene la duttilità, è sempre una carta in più per ogni allenatore, ma cambiare tre volte la posizione in una partita può anche far perdere sicurezza nei propri mezzi ai calciatori, chiamati ad adattarsi in fretta a quello che chiede la partita. E sabato la partita chiedeva che fosse interpretata in altro modo. 

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