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Pecchia cerca qualità per tutta la partita

Il Parma vuole recitare un ruolo da protagonista in Serie B

Il punto che il Parma si è portato via da Pisa è frutto di due partite in una. La prima è quella che la squadra di Pecchia ha giocato nella prima mezz’ora, molto positiva per intensità e sviluppo del gioco oltre che per organizzazione difensiva e occasioni create. La seconda invece è cominciata prima che finisse il primo tempo, quando le prime avvisaglie di Pisa si sono avvertite in maniera aleatoria prima che si manifestassero con insistenza nella seconda parte. Pecchia ha detto nel post partita che il pari sta stretto alla sua squadra, ha parlato di prestazione di altissimo livello ma per un motivo: l’intenzione era quella di dare forza al gruppo, privato di calciatori importanti in ogni reparto del campo. Nonostante questo, la squadra ha risposto in maniera abbastanza credibile riuscendo a esprirere – a tratti – il calcio che Pecchia vorrebbe vedere. Qualche settimana fa, il tecnico ha spiegato bene come la pensa a proposito di questo: atteggiamento sempre da applausi, gioco e voglia di fare da spalmare per tutta la partita se si vuole fare qualcosa di importante. Estendere quello che ha mostrato il Parma della prima mezz’ora anche nel secondo tempo. E’ la strada per divertirsi e vincere. Per ora il punto è buono: migliora la classifica e la striscia positiva: con lo 0-0 di Pisa, il Parma rimane imbattuto fuori casa per cinque partite consecutive in stagione, registrando la propria striscia migliore all’interno di una singola stagione nella competizione dalle ultime nove gare del campionato 2008/09.

Rispetto al 12esimo posto di un anno fa, il Parma è avanti di cinque posizioni (oggi è 7imo), ha tre punti in più ed è nel gruppo delle pretendenti alla Serie A, lontano dalla vetta 5 punti invece che 9. La cosa bella è che tra sei giorni la squadra di Pecchia ha la possibilità di accorciare il gap sfidando proprio la capolista (e sorpresa) del campionato, la Reggina di Pippo Inzaghi che non vedeva l’ora di guidare il Parma per vincere dove ha iniziato a segnare il suo terzo campionato da allenatore. Per Pippo sarà forse un’occasione di rivalsa, per Pecchia la partita rappresenterà una possibilità in più per testare i riflessi dei suoi che a Pisa hanno calciato nello specchio 7 volte concedendo alla squadra di D’Angelo solo 2 conclusioni in porta. Il Parma ha giocato di più il pallone con 445 passaggi e recuperando 64 palloni. La voglia di lottare c’è, per questo Pecchia esalta l’atteggiamento della squadra che, pur rimaneggiata, non ha tradito il pensiero del tecnico. Il Parma ha completato l’81,1% dei passaggi , vincendo il 65% dei contrasti. Al di là del dato sul possesso palla, la squadra ha avuto un vantaggio territoriale del 59%, ma il Pisa nella sua gara ha saputo impensierire la difesa crociata, brava a rispondere colpo su colpo e a mantenere inviolata la porta per la terza volta in questo campionato.

Con un pizzico di attenzione in più, soprattutto nelle scelte davanti e con maggiore lucidità, il Parma avrebbe potuto portare a casa la posta piena. Toccherà a Pecchia, al quale non è riuscito il miracolo delle tre vittorie consecutive come è successo a tutti gli allenatori dell’era Krause, provare ad allungare la mezz’ora di Pisa e trasformarla in 90′.

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