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Parma, Pecchia punta il Pisa e studia le contromosse

Il tecnico ha fuori diversi interpreti, recupera Tutino e punta alla terza vittoria consecutiva per entrare già nella storia del club di Krause

Fabio Pecchia ha restituito al Parma la dimensione di una squadra all’altezza dei suoi obiettivi. Innegabile. Sarà che è ancora negli occhi di molti il patatrac dell’anno scorso, ma se si considera che nella formazione che ha battuto il Frosinone erano presenti dieci undicesimi della passata gestione (tra i titolari solo Estevez è stato acquistato in questa sessione di mercato), si capisce quanto importante sia stata la sua impronta in questo Parma. Rivoltato come un calzino soprattutto mentalmente, in nome dei principi tattici tipici del suo credo calcistico fondato su aggressione, riconquista palla e verticalizzazione immediata. Si traducono così i 12 punti nelle prime sette partite, tre in più rispetto allo scorso anno: è migliorata anche la classifica se comparata a quella di una stagione fa. Di questi tempi il Parma era undicesimo, oggi è settimo a tre punti dalla vetta (l’anno scorso era lontano dieci punti dalla prima, il Pisa, dopo 10 giornate). I tredici gol fatti, uno in più rispetto all’anno scorso, posizionano l’attacco di Pecchia sul podio dei reparti avanzati di tutta la categoria: solo Reggina (14) e Bari (16) hanno fatto meglio rispetto ai crociati che però sabato andranno all’Arena Garibaldi in versione rimaneggiata.

Oltre a Buffon, mancheranno Bernabé e Camara: non fanno notizia le indisponibilità dei lungodegenti Cobbaut, Romagnoli e Mihaila. Ci sarà invece Gennaro Tutino: l’attaccante napoletano è rientrato in gruppo dopo due giorni di lavoro personalizzato. Pecchia preferirebbe non forzarne il recupero ma all’occorrenza lo convoca per la gara contro il Pisa. A proposito di Tutino: l’attaccante napoletano ha già segnato 4 gol ai toscani in cinque gare. E’ la squadra alla quale, dopo il Trapani, ha rifilato più palloni in fondo al sacco. Un motivo in più per stringere i denti e provare un aggiornamento delle statistiche. Pecchia studia intanto la formula migliore per mettere in difficoltà D’Angelo, al netto dei problemi. Molto dipenderà da Tutino, da valutare nelle prossime ore, anche se è in piedi la doppia idea di vedere largo sull’esterno nel 4-2-3-1 uno tra Benedyczak e Ansaldi: nessuno dei due è al meglio. Ci sarebbe anche una terza ipotesi: quella di alzare Coulibaly sulla linea esterna del centrocampo in nome di un equilibrio che Pecchia stesso aveva trovato proprio con Camara (indisponibile per sabato) e Tutino (in dubbio) contro Ascoli e Frosinone. Due vittorie consecutive che spingono il Parma a cercarne una terza: non è mai successo da quando Krause è presidente.

Un paio di volte ci è andato vicino Maresca che nel mese di settembre aveva battuto Benevento e Pordenone, prima di fermarsi proprio contro la Cremonese di Pecchia, e tra ottobre e novembre aveva fatto fuori Cittadella e Vicenza prima del clamoroso stop di Lecce. Anche Iachini ha provato a entrare nella storia recente del Parma battendo in tre giorni Cosenza e Como (aprile 2022), prima di fermarsi a Brescia e dire addio alla corsa ai playoff. Adesso Pecchia ha la possibilità di scrivere una bella pagina per il club di Krause, dopo sole otto giornate. Non male, per l’allenatore che ha ridato al Parma la dimensione di una squadra all’altezza dei suoi obiettivi.

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