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Il personaggio

Il nuovo Tutino, una doppia arma per Pecchia

L’attaccante napoletano si è rimesso in sesto dopo un inizio difficile: dieta, lavoro e sacrificio per la squadra

Durante i suoi colloqui con il Parma, prima che diventasse allenatore dei crociati, Fabio Pecchia aveva chiesto informazioni su una schiera di calciatori, indicando in questa la base da cui ripartire. Da Buffon a Bernabé, passando per Vazquez e Benek. Ogni allenatore che comincia un percorso nuovo naturalmente si informa, chiede e cerca di capire cosa sia andato e cosa no. A Parma tante cose non erano andate per il verso giusto, la società aveva indicato degli obiettivi mai centrati finendo per seguire una strada diversa rispetto a quella tracciata a inizio stagione. Pecchia ha voluto giustamente capire dai diretti interessati da dove bisognasse partire per raccogliere i cocci. Tra i calciatori ‘eletti’ dal tecnico a simbolo del nuovo corso c’era anche Gennaro Tutino, uno dei primi assieme a Gigi Buffon e Franco Vazquez a essere contattato da Pecchia dopo l’ufficialità. 

Gennaro Tutino ha fatto parte da subito del club degli incedibili per l’allenatore di Formia. Eppure di offerte ne sono arrivate al tavolo del Parma per l’attaccante che l’anno scorso ha fatto – al pari di tanti suoi compagni – un po’ poco per meritarsi di ripartire in maglia crociata. Non per Pecchia, né per la dirigenza che ha rimandato al mittente le offerte per la cessione del 26enne di Napoli, impacchettando varie voci che lo volevano lontano dal club di Krause. Si erano fatti sotto club come Palermo e Bari, Cagliari all’inizio del mercato. Ma Tutino non si è mosso e, dopo un inizio complicato, sembra aver ritrovato la scintilla giusta per accendersi definitivamente. Il gol all’Ascoli, il primo in questo campionato alla prima gara da titolare, ha riconsegnato a Pecchia un giocatore nuovo, soprattutto nello stato d’animo. 

Ne aveva bisogno, Gennaro, che ha faticato a entrare nelle idee di Pecchia un po’ perché impiegato in un ruolo che non è esattamente il suo, un po’ perché è arrivato in ritiro in ritardo di condizione e ha impiegato qualche settimana per trovare la sua dimensione. Lavorando sodo, osservando una dieta ferrea e rimettendosi sui binari giusti. Il Parma ci ha sempre creduto, ha deciso di investire sul calciatore rilevandolo a titolo definitivo. Spalletti all’inizio aveva cercato di trattenerlo, preferendo addirittura dare via Petagna. Ma per l’attaccante ex Atalanta non c’erano offerte. Per Tutino sì. L’anno orribile si spera sia alle spalle, la dirigenza resta convinta di aver fatto la scelta giusta un anno fa e trattenerlo è stata la conferma. Intanto ha ritrovato il gol in Serie B dopo 164 giorni dall’ultimo realizzato in Serie B: non segnava dal 6 aprile, la partita contro il Como fu anche l’ultima vittoria casalinga del Parma di Iachini che da lì alla fine del campionato trovò i tre punti solo un’altra volta, a Crotone contro una squadra già condannata alla Serie C. C’era già l’intenzione di ripartire da una base solida, della quale avrebbe fatto parte anche Tutino che può garantire a Pecchia il cambio di marcia nel suo 4-2-3-1 o rappresentare la carta con la quale far saltare il banco nel caso in cui l’allenatore, un po’ come ha fatto ad Ascoli, volesse dare al Parma una maggiore copertura.

Prima del gol, Tutino aveva messo insieme pochissimi minuti, 47′. Si è sbloccato in uno stadio che evidentemente gli porta bene, visto che anche nell’anno della promozione in Serie A con la Salernitana Gennaro aveva messo in porta due palloni al Del Duca. Dopo 7′ sabato scorso ha girato in porta il pallone vagante nell’area avversaria, si è messo davanti alla telecamera e ha stretto il pollice e l’indice intorno all’occhio. Uno spioncino da dove guardare il suo nuovo mondo, quello che può portarlo a recitare un ruolo da protagonista nel Parma che verrà.

 

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