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Il pagellone di fine anno: a centrocampo spicca Bernabé

Lo spagnolo, voluto da Maresca, brilla assieme a Vazquez

Il Parma saluta una stagione senza sussulti: dietro ai grandi proclami si nasconde tanta amarezza per non essere riusciti a centrare l’obiettivo minimo dei playoff. Un dodicesimo posto che sa di fallimento, a tutti gli effetti. Ma c’è anche qualche nota positiva da cui ripartire. Buffon, che ha annunciato sui social di voler ripartire con il Parma l’anno prossimo per correre verso la promozione, Bernabé, l’eredità più pesante lasciata da Maresca e qualche giovane di belle speranze come Benek e Turk. Promossi e bocciati di un’annata da dimenticare.

CENTROCAMPO

Sohm 5  – La sua stagione va pesata: prima terzino destro, ruolo non suo, in nome di un calcio posizionale che non ha attecchito. Maresca ha voluto provarlo in quella posizione forzandone l’adattamento, ma le caratteristiche di Sohm hanno detto che l’esperimento è fallito. E non certo per colpa sua. Meglio palesemente da centrocampista centrale, ruolo che sa interpretare meglio. Ma anche li ha mostrato qualche balbettio. Se al gran fisico unisse anche un po’ di tecnica e rapidità nel pensiero, sarebbe elemento valido e interessante. Al suo secondo anno in Italia erano attesi dei miglioramenti, che però non si sono visti nelle 28 presenze .

Juric 5,5 – Non è soddisfatto neanche lui della sua stagione, lo ha detto dopo Crotone. E ha ragione. Ha giocato praticamente sempre, 36 presenze, ma poche volte si è dimostrato all’altezza delle situazioni. Mediano di rottura, in alcune circostanze ha fatto valere il suo gran fisico (ha segnato 3 gol e indirizzato ai i compagni 2 assist). Ma nel complesso non può dirsi che la sua sia stata una stagione positiva. All’inizio tanti errori. Gli va dato atto che era alla prima esperienza in Italia. Non era l’unico, ma qui non ha colpe.

Schiattarella 4,5 – E’ la grande delusione della stagione. Le aspettative sul suo conto erano elevate, ha sempre brillato negli anni precedenti. Ha finito a Benevento con qualche ruggine, ma si è sempre distinto soprattutto per personalità. Qui è stato inghiottito dal flusso anomalo di una stagione cominciata sotto la tempesta, limitato da qualche acciacco del passato mai smaltito. Pochi squilli, qualche volta ha fatto valere il suo dinamismo, ma non ha quasi mai convinto. E’ sparito poi a causa di un lungo infortunio.

Bernabé 7,5 – L’eredità che ha lasciato Enzo Maresca al Parma è promettente. Probabilmente il suo più grande rammarico è quello di non averlo avuto a disposizione. Ma sarà stato contento di vedere il suo pupillo superare brillantemente il problema fisico che lo ha costretto a rimanere fuori per tutta la prima parte di stagione. Iachini gli ha dato la struttura di un regista, lavorando su tecnica individuale, postura spalle alla porta. Lui ci ha messo la saggezza di un veterano, la tranquillità di un centrocampista navigato (ha solo 19 anni, straordinario) e la sua visione verticale maturata all’ombra di Guardiola. La sua forza? La tranquillità e il voler fare le cose semplici, mai banali. 16 presenze, 5 gol e un assist: biglietto da visita pesante.

Vazquez 7,5 – El mudo con 14 reti ha tenuto a galla, come Buffon e Bernabé in momenti diversi della stagione, la baracca. Leader tecnico, alle volte indolente ma spesso decisivo per il Parma. Ancora di più con Iachini che lo ha spostato sulla trequarti in pianta stabile, dispensandolo dai compiti difensivi della mezzala. Tasso tecnico sopra la media, i compagni non sempre lo hanno seguito. Dispiace come della sua annata migliore il Parma non abbia saputo trarre vantaggio.

Brunetta 5 – Deludente, come la maggior parte dei suoi compagni. Se la A gli stava larga, la Serie B ha ulteriormente sottolineato che da lavorare c’è ancora tanto. Ma se tanti suoi compagni erano alla prima esperienza e potevano esibire un mezzo alibi, lui al secondo anno non ha mostrato miglioramenti. Maresca lo vedeva mezzala, troppo leggero e inaffidabile tatticamente per ricoprire quel ruolo. Iachini lo ha impiegato spesso a gara in corso, come vice Schiattarella prima di scoprire Bernabé. Ha calciato sulla traversa il rigore contro il Cittadella, in pieno recupero. Poteva essere un’altra stagione per lui, per il Parma. Ma la delusione non passa certo da questo episodio.

Felix Correia 5 – Inconcludente, come i suoi dribbling. Carta utilizzata a gara in corsa spesso, poche volte ha fatto saltare il banco. Tornerà al mittente (era in prestito dalla Juventus Under 23).

Man 6,5 – Media tra una prima parte di stagione claudicante e una seconda più concreta. Con Maresca era partito fortissimo: gol contro il Frosinone, si è ripetuto con il Pordenone due giornate dopo. Poi il Covid lo ha frenato, qualche atteggiamento non proprio ligio ha costretto Maresca a parcheggiarlo in panchina. Sembrava ai margini del progetto anche con Iachini che alla fine, anche perché è rimasto, lo ha recuperato alla grande, dal punto di vista psicologico. Trasformandolo in un quinto attento, efficace. Certo, ne ha limitato le caratteristiche di giocatore offensivo, nasce pur sempre esterno d’attacco. Ma Beppe ha recuperato un calciatore dal grande potenziale che a Parma non è mai esploso.

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