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Il personaggio

Mihaila, l’uomo di Enzo per il rilancio

Il romeno è tornato carico dal tour delle Nazionali. Adesso diventa inamovibile e punta ad eguagliare il suo record

E’ tornato anche Valentin Mihaila. Il romeno, impegnato con la Romania nelle gare di qualificazione al Mondiale, ha svolto il suo primo allenamento e punta la partita con il Monza. Anche se le sue condizioni sono da valutare, come succede in questi casi a chi rientra dal tour europeo. Enzo Maresca però ha un motivo in più per sorridere e sperare che il suo Parma, anche grazie allo sprint del romeno, possa raddrizzare la rotta. Vincere contro il Monza garantirebbe al club di Krause una buona dose di serenità, quella che serve per affrontare un mese delicato, pieno di impegni che – probabilmente – saranno fondamentali per capire il tipo di campionato che il Parma andrà a giocarsi. L’esperienza in Nazionale maggiore restituisce a Maresca un Mihaila più consapevole, determinato. Un’ora di gioco con la Germania, nella sconfitta subita dalla Nazionale di Radoi, 9’ nella vittoria per 1-0 contro l’Armenia nelle due gare di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022. Un cartellino giallo rimediato e qualche buona giocata.

Con il Parma vive un periodo di appannamento, il gol sbagliato contro la Spal, in contropiede a tu per tu con Thiam, poteva significare tre punti, dando un altro sapore a una sosta piena di voci. Brusii, indiscrezioni smentite riguardo alla panchina di Maresca, che adesso – in assenza di Vazquez – si appiglia al talento di Valentin, reduce da 5 partite consecutive. Titolare 5 volte su 7, ha saltato solo la gara dell’esordio, per via dei postumi dell’infortunio che lo ha costretto a tornare sotto ai ferri. E ha già accumulato 400′, 287 in meno rispetto all’intero campionato scorso (concluso con 16 gettori, 3 gol e 2 assist). E’ sua la firma sull’ultima notte di gloria al Tardini, con quella zampata al Benevento al 91′ ha stappato la sua stagione, preludio all’illusione che si sarebbe sgonfiata 180’ dopo, sempre al Tardini. La Cremonese ha riportato tutti con i piedi per terra: inutile il suo gol. Ne ha sfiorato un altro, al termine di uno strappo dei suoi, culminato con un tiro a giro che ha sfiorato il palo lontano.

Dopo la grande delusione, che ha generato rabbia in Valentin, sfogata in un’entrataccia al 75’ che è costata un giallo, l’assist decisivo per il pari di Delprato contro il Pisa. E tante soluzioni per un attacco, quello di Maresca, che ha buttato nel sacco 12 gol in 7 partite. Numeri che soddisfano a metà, se si fa l’analisi del repertorio a disposizione del tecnico del Parma, che però non ha quasi mai avuto tutti gli interpreti a pieno regime. Non vuole essere l’apologia di Enzo, ma solo la constatazione di un fatto che va a braccetto con un altro: i tre davanti che giocano troppo distanti uno dall’altro, la difficoltà a dialogare e gli esterni che calpestano troppo la linea laterale. Così sembra che perdano di potenza e incisività, perché Mihaila ad esempio, prima di poter calciare in porta, deve farsi parecchi metri per avvicinarvisi. Detto che non è il tiro la sua dote migliore, ma portare il romeno meno distante dal portiere avversario potrebbe essere sicuramente una chiave di lettura per Maresca. Che al chiuso di Collecchio elabora il piano anti-Stroppa, condannato come lui a vincere per evitare guai.

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