Resta in contatto

Il personaggio

Cardone e l’amore per il Parma: “Il gol al Bologna il mio momento più intenso”

L’ex capitano crociato si racconta a Il Posticipo: “Al ritorno abbiamo ribaltato il risultato. Siamo riusciti a rendere una città intera orgogliosa di noi. Sono cose che mi porto dentro”

Si dedica all’edilizia, Giuseppe Cardone. L’ex capitano del Parma ha smesso di giocare diverso tempo fa, ma dopo un’avventura sulle panchine (Pro Sesto, Parma e Venezia, come collaboratore di Vecchi),  ha intrapreso un’attività parallela. Investire insieme ad altri soci sul mattone. “Ho preso il patentino di agente immobiliare quando vivevo ancora a Parma – spiega Cardone a Il Posticipo – .  Possiedo anche il diploma di geometra”.

Ma non ha smesso di amare il calcio. Cerca una panchina, un progetto vincente, e intanto ricorda i trascorsi da calciatore: “La mia carriera è stata particolare. Sono salito di categoria anno per anno fino ad arrivare in Serie A: dopo quattro anni di professionismo, sono arrivato nel massimo campionato e ci sono rimasto per 13 anni consecutivi. Purtroppo ho subito un gravissimo infortunio nel 2003: avevo 29 anni, ero nel pieno della maturità e avevo consapevolezza dei miei mezzi. Al Parma con Prandelli stavo facendo benissimo. In uno scontro mi sono rotto la gamba e ho avuto una marea di complicazioni. Ho avuto un’infezione e ho rischiato l’amputazione dell’arto. Sono una persona di carattere e ho cercato di andare sempre oltre le avversità. Dopo infortuni così perdi qualcosa, a livello meccanico sei soggetto a farti male più spesso. Poi è arrivato il momento in cui arrivavo al campo all’ultimo minuto, allora ho deciso di smettere”.

Non prima di aver contribuito in maniera importante al gol salvezza. Quello che nello spareggio con il Bologna ha consegnato al Parma la permanenza in Serie A. “È stato il momento più intenso della mia carriera. Ero capitano di quel Parma. Avevamo vissuto una stagione difficile con l’amministrazione controllata. Dopo il crack della Parmalat avevamo rischiato di  scomparire. Abbiamo perso per 1-0 l’andata dello spareggio col Bologna, al ritorno abbiamo ribaltato il risultato. Siamo riusciti a rendere una città intera orgogliosa di noi. Sono cose che mi porto dentro. Ricordo grandi momenti con Tanzi. Sotto il presidente però si è vissuto anche uno degli anni più difficili non solo per la società ma anche per la città. Quella situazione ha messo in difficoltà tante persone che facevano un lavoro normale. Poi c’è stato il fallimento durante il periodo di Ghirardi. La squadra è ripartita dalla Serie D. Negli ultimi anni è successo davvero di tutto“. 

7 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
7 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Altro da Il personaggio