Occhi puntati sull’ivoriano, lontanissimo dai suoi livelli, che è andato a segno in sole due delle diciotto partite finora giocate
La Gazzetta di Parma dedica un ampio approfondimento all’involuzione di Gervinho, che da uomo in più del Parma si è trasformato quasi in una zavorra potendo, però, contare sulla fiducia illimitata di D’Aversa. Il quale, in assenza di Alves, gli ha consegnato la fascia di capitano senza mai sostituirlo nelle prime sei uscite della sua seconda gestione.
POCO DECISIVO. Un dato allarmante spicca più di altri: nonostante il costante utilizzo e un solo stop a ridosso della sosta natalizia a causa di un infortunio alla coscia, l’ivoriano è andato a segno in sole due delle diciotto partite finora giocate. Due doppiette, entrambe in trasferta sui campi di Inter e Genoa, che hanno fruttato quattro punti quando in panchina c’era ancora Liverani. Proprio sotto la guida dell’ex allenatore del Lecce GR27 aveva dovuto cambiare le proprie abitudini, sacrificandosi più spesso in copertura e, di conseguenza, ripartendo più lontano dalla porta. Nemmeno il ritorno di D’Aversa lo ha risvegliato dal lungo letargo ma ora sa di non poter più sbagliare. La salvezza del Parma passa anche e soprattutto dai suoi gol.



Ma se facessero giocare chi ha veramente voglia di giocare
al polanca andér a càgher
Deve andarsene subito
anga miga da sugher al massimo gli ultimi 20 minuti se ha voglia di correre
Si con la PlayStation ….
Sto mercenario non lo voglio più vedere
Salerno ora che gervinho faccia la differenza ma ci credo poco
Si potrebbe anche sedere un po in tribuna
Bisogna avere le palle di tenerlo giù se non rende o farlo entrare gli ultimi 20 minuti. Troppe volte abbiamo giocato in 10; non prova neanche a saltare sui palloni alti, fa un pressing che non farebbe neanche un comodino dell’ikea, non corre se non quelle poche accellerazioni che non portano a nulla.
Deve restare in tribuna a già dimostrato. Tutto il suo valore questo anno ed essere capitano ma de che. Non è Micca Maradona ma scherziamo non essisye paragone. In tribuna e tacere