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Parma, con Grassi quantità e qualità

Il centrocampista in prestito dal Napoli è stato uno dei primi obiettivi del Parma nel calciomercato estivo. D’Aversa ha ritrovato il peso in mediana, l’interdizione e gli inserimenti

E’ sinonimo di quantità e qualità, Alberto Grassi. Lui è l’espressione della mezz’ala che predilige Roberto D’Aversa: abile in fase di rottura e nobile nei raid offensivi. Qualche gol il centrocampista lo garantisce pure, ma per il gioco del Parma è fondamentale la sua qualità in fase di non possesso.

NUMERI – Nella gara di Torino, il centrocampista si è distinto per aver messo la museruola a Soriano, sparito dalla gara anche grazie alla sua capacità di stargli appiccicato, e soprattutto per la grande mole di lavoro sporco che Grassi ha portato a casa. Con una fase di possesso minimo adottata dal Parma, il centrocampista ha partecipato per l’1,6% alla manovra, con il pallone tra i piedi è stato estremamente preciso: il 77% dei suoi tentativi di servire i compagni è andato a buon fine. E ciò che colpisce è l’aggressione nei contrasti: 4 vinti su 5 da parte del giocatore crociato che non è ancora al top della condizione fisica, venendo da un infortunio pesante che lo ha allontanato dai campi per un paio di mesi.

MEZZ’ALA MODERNA – Il 23enne di Brescia gode della stima di D’Aversa che non lo ha avuto a disposizione da subito e che adesso lo dosa per bene in attesa di fargli raggiungere la miglior forma possibile, complice anche la sosta. Perché il tecnico chiede molto sacrificio, soprattutto agli esterni che devono dare una mano alle mezz’ali e ai terzini nei giochi di catena, nei raddoppi e nei raid offensivi. Grassi è uno che all’occorrenza sa fare anche gol: in ventotto partite l’anno scorso con la Spal è andato a segno tre volte. Per un centrocampista non è poco. Sa essere utile se deve se deve interdire, quando deve intercettare palloni, se deve ‘strappare’ e se deve inserirsi e, in fase di emergenza, sa fare anche il play come a Torino, quando è uscito Scozzarella dando l’opportunità a Deiola di correre e andare a mordere le caviglie agli avversari. Sa gestire il pallone e non disdegna la giocata, abbinando qualità e quanità. Quello che cerca D’Aversa dai suoi centrocampisti.

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