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La missione (possibile) di D’Aversa: recuperare Gervinho

L’attaccante ivoriano si è eclissato dopo un buonissimo inizio. C’è da ritrovare gli auotomatismi giusti e magari con Inglese le cose possono cambiare

Nel Parma che non segna da 330′ spicca l’apatia di Gervinho. L’ex Roma, arrivato con l’etichetta di salvatore della patria, ha patito chiaramente l’infortunio (lesione di primo grado del retto femorale sinistro) occorsogli durante la gara con l’Empoli, decisa dal graffio dell’ivoriano che ha smesso di segnare e di giocare per la squadra proprio da allora.

SPAESATO – Per riaverlo al top, Roberto D’Aversa lo ha ributtato in mezzo nella sfida con l’Atalanta, nella quale è stato evidenziato il suo ‘malessere’ sia sottoporta, quando ha incredibilmente ciabattato l’occasione del possibile vantaggio, sia nel modo di interpretare una partita sì difficile ma affatto proibitiva. E’ apparso un attimo spaesato, Gervais, che di solito diventa decisivo se ha spazi e si carica con la sua corsa e la sua forza il Parma sulle spalle.

CON INGLESE SI RITROVA? – A Collecchio non c’è allarmismo, certi del fatto che il giocatore resta uno di quelli decisivi se non il più in grado di azzannare la porta avversaria, a patto che si ritrovino certi concetti che – purtroppo – si sono un po’ persi nelle ultime uscite. La gara con il Torino rappresenta un banco di prova sicuramente importante, e per lui e per la squadra che ritrova anche Roberto Inglese. Con l’ex Chievo il tandem può ritornare a funzionare e avere gli automatismi giusti. Gervinho dà il meglio quando viene azionato in contropiede, quando ha campo e spazio per sprigionare la sua grandissima corsa. Magari con un movimento a smarcare del compagno, bravo a catalizzare su di sè l’attenzione degli avversari e a liberarlo con qualche sponda che possa mandarlo in porta.

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