Nel finale Fabbri nega un rigore netto al Parma che perde in rimonta anche in casa della Roma e continua il suo periodo buio
Il Parma non esce dal tunnel nemmeno all’Olimpico. Altra sconfitta, la quarta consecutiva, in rimonta in casa della Roma che dopo lo svantaggio nei minuti iniziali ha preso in mano le redini del gioco meritando il bottino pieno. Ma sull’esito della partita pesa come un macigno il madornale e inspiegabile errore (o sarebbe meglio definirlo orrore) dell’arbitro Fabbri che, pur richiamato al Var da Mazzoleni, non assegna un evidentissimo rigore ai crociati per un tocco col braccio largo di Mancini.
KUCKA ILLUDE. In veritĆ neppure al 9′ il direttore di gara aveva visto lo sgambetto di Cristante a Cornelius in area e solo dalla sala video era arrivata la segnalazione dell’episodio che ha poi comportato il penalty trasformato da Kucka. Poi, però, la luce si spegne di colpo e i giallorossi si proiettano costantemente nella metacampo avversaria. Pellegrini coglie la base del palo poi al 42′ un errore di Pezzella aziona Peres che rimette al centro per Mkhitaryan, la cui botta di prima intenzione si infila sotto la traversa.
DECIDE VERETOUT. Non cambia la musica in avvio di ripresa (D’Aversa perde Cornelius e inserisce Kurtic con l’avanzamento di Kucka) e la Roma completa il sorpasso al 12′: discesa di Mkhitaryan, palla a Veretout che indisturbato dal limite di destro non lascia scampo a Sepe. L’ingresso di Karamoh e il passaggio al 4-2-3-1 non produce gli effetti sperati perchĆØ Pau Lopez non deve compiere nemmeno un intervento di rilievo.
SCANDALO.Ā Ma quanto avviene a poco meno di 20′ dalla fine fa gridare allo scandalo: su punizione di Hernani, Mancini anticipa Kucka in maniera scomposta toccando la sfera col braccio lontano e molto staccato dal corpo. Fabbri non ravvisa irregolaritĆ in presa diretta ma, ancora peggio, nonostante il richiamo del Var e le chiarissime immagini tv si autoconvince (ne ignoriamo i motivi ma il suo “Per me no” indicando il petto rasenta il ridicolo) che non ci sono gli estremi per decretare un sacrosanto tiro dagli undici metri. Forse il caso più eclatante dei tanti torti arbitrali subƬti dal Parma, a pari merito con le nefandezze di Di Bello nel match casalingo di febbraio con la Lazio.
SEPE SALVA.Ā Negli ultimissimi minuti ĆØ il neoentrato Villar a sfiorare il tris in un paio di circostanze ma Sepe si conferma in un ottimo momento e limita il passivo di un ko sostanzialmente meritato. Ora il derby col Bologna per provare a interrompere un trend negativo che non preoccupa in ottica classifica ma di sicuro farĆ riflettere.


