Il portiere giapponese protagonista di “Parma Roots” racconta l’infortunio contro il Milan e la scelta di restare in campo. Pavarini: “Mentalità incredibile, non voleva lasciare la squadra”
Il protagonista della seconda puntata della serie “Parma Roots” è stato Zion Suzuki, che si è raccontato a 360 gradi, tra campo e vita privata. Il portiere giapponese ha ripercorso anche il momento del brutto infortunio subito nella sfida contro il Milan, rivelando i dettagli di una scelta che racconta molto della sua mentalità.
“Ricordo chiaramente il momento in cui mi sono infortunato. È stato molto doloroso, ma non pensavo di aver subito una frattura o qualcosa di grave. Credevo fosse solo un dolore passeggero. Per questo ho continuato a giocare. Inoltre non volevo uscire dal campo, perché io sono sempre in porta. Cerco di restare fedele alla mia idea, quindi ho deciso di rimanere fino alla fine della partita”.
Una decisione confermata anche dal preparatore dei portieri Pavarini, che ha vissuto da vicino quei momenti di tensione: “Quando ho rivisto l’azione al monitor mi sono accorto subito del pestone. Mi sono alzato per chiedergli se avesse bisogno del cambio. All’inizio non era convinto, poi ha detto chiaramente che non voleva lasciare la squadra in difficoltà. Ha giocato gli ultimi 13-14 minuti con quel problema”.
Pavarini ha poi aggiunto un retroscena significativo: “Quando ha tolto il guanto, ho detto subito al dottore che il dito era compromesso. Eppure ha fatto anche un’ultima parata su una palla complicata, rimbalzata più volte davanti a lui. Non so quanti portieri sarebbero rimasti in campo in quelle condizioni. È la mentalità di un ragazzo che non vuole abbandonare la squadra nel momento del bisogno. Da buon giapponese, ha voluto dare tutto fino alla fine, anche a rischio di peggiorare la situazione”.



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