Il capitano del Parma esalta l’unione dello spogliatoio e il contributo dei senatori
Il Parma festeggia una salvezza meritata e costruita giorno dopo giorno, e nelle parole di Enrico Delprato emerge con chiarezza il valore di un gruppo che ha saputo resistere alle difficoltà e crescere nel tempo. Il capitano non ha dubbi: gran parte del merito va anche alla “vecchia guardia”, elemento fondamentale per integrare i più giovani e dare stabilità alla squadra.
“Serve la giusta unione – spiega –. I giovani si inseriscono meglio quando c’è una base solida. L’età aiuta, anche senza avere per forza trentenni in rosa”. Un pensiero che si traduce in un riconoscimento concreto per giocatori come Nahuel Estévez, definito da Delprato un punto di riferimento: “Ci ha sempre dato una grossa mano. Questi ragazzi vanno premiati, la salvezza è anche merito loro”.
Il capitano sottolinea come, nei momenti più complicati, sia stato proprio il gruppo storico a fare la differenza: compattezza, spirito di sacrificio e senso di appartenenza hanno permesso al Parma di non smarrire mai la strada.
Sulle critiche ricevute durante la stagione, Delprato mantiene una linea chiara: pochi fronzoli e massima concretezza. “Leggiamo poco. Andavamo in campo per fare punti, era questa la richiesta. Sapevamo di dover migliorare nella costruzione del gioco, ma i risultati arrivavano”. Un’evoluzione resa possibile anche dagli innesti di qualità come Hans Nicolussi Caviglia e Gabriel Strefezza, che hanno alzato il livello tecnico della squadra.
Tra le sorprese più positive, inevitabile citare Elphege: “Sapevamo potesse darci una mano, ma numeri così non erano prevedibili”. Due gol e un assist in tre partite che hanno inciso in modo pesante sulla corsa salvezza, anche grazie al supporto di un collettivo che ne ha facilitato l’inserimento.
Sul futuro personale, Delprato non si sbilancia ma lascia aperto uno spiraglio: “Sono il capitano, mi trovo benissimo e parleremo con la società”.
Guardando alla stagione nel suo complesso, il difensore evidenzia un aspetto chiave: rispetto agli anni precedenti, il Parma ha saputo sopperire alla perdita di giocatori importanti con organizzazione e spirito di sacrificio. “Magari non sempre abbiamo giocato benissimo, ma siamo riusciti a portare a casa punti pesanti. Difendiamo tutti insieme, a partire dagli attaccanti”.
Infine, il vero segreto della salvezza: “Il merito è dello spogliatoio. È il gruppo più unito da quando sono qui”. Unione rafforzata anche dal lavoro dello staff e dal sostegno costante dell’ambiente di Collecchio, fino alla festa finale davanti ai tifosi.



Fondamentale il gruppo. Grande Capitano