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Massimo Barbuti, il primo a fare gol al Milan di Berlusconi: “Così gli rovinai la festa. Oggi per me una nuova doppietta…”

Il 14 settembre 1986 il primo Milan di Berlusconi esordì in campionato a San Siro contro l’Ascoli, che vinse a sorpresa grazie al gol di Massimo Barbuti: «Oggi lavoro nel mondo della comunicazione e sto per diventare nonno». Massimo, infatti, è una colonna di PagineSì che edita ForzaParma.it

Il 14 settembre 1986, alla primissima partita di Berlusconi da presidente rossonero, la star diventa Massimo Barbuti, attaccante di provincia, capocannoniere per tre volte in C, trascinatore in B con Parma e Ascoli. In un San Siro stracolmo, è lui a segnare il gol della clamorosa vittoria dei marchigiani, appena promossi in A. Il suo ricordo rilasciato a Corriere.it.

Un gol alla Van Basten, tra l’altro
«Ma l’errore fu di Baresi. Liam Brady lanciò da centrocampo, ero defilato sul vertice destro dell’area di rigore. La palla stava andando verso la bandierina, Franco poteva accompagnarmi fuori. Invece mi fece una finta col corpo convinto che l’avrei stoppata. Non sapeva che ero molto bravo a calciare al volo e così feci. La presi talmente bene che si abbassò di colpo scavalcando il portiere. Ero convinto che il tiro sarebbe finito alto, mi ero già girato per tornare a difendere. Poi vidi i compagni correre a festeggiarmi e capii».

La festa di Berlusconi rovinata da un bomber di provincia
«Dispiace per il Cavaliere, ma io ho solo fatto il mio dovere (ride). San Siro era pieno, c’erano 60mila spettatori. Tutti conoscevano il Berlusconi imprenditore, ma chiunque era curioso di vederlo nelle vesti di presidente. Avevo 28 anni, era la mia prima partita in A, non avevo mai visto tutta quella gente. Certo, anche in B c’erano stadi notevoli. A Udine, a Vicenza… ma niente di paragonabile. Era una muraglia umana. “Ma dove siamo?”, ci chiedevamo fra di noi sul pullman, una volta vista la folla fuori dallo stadio. Berlusconi arrivò con l’autista. In un secondo la Rai era da lui. “Sensazioni? Belle. È un po’ come il primo appuntamento con una donna”, disse. Dopo la sconfitta rideva meno. “Beh, fa niente. Questo Barbuti ha fatto un gol straordinario”».

Oggi ha 64 anni, come riempie le sue giornate?
«Lavoro nel mercato della comunicazione, mi occupo di strategie di digital marketing per le aziende. Lo faccio da 20 anni, ho provato ad allenare ma poi ho scelto di buttarmi su questa nuova sfida. Nel frattempo i figli sono diventati grandi. Un mese fa mi hanno comunicato che diventerò nonno, l’uno a una settimana di distanza dall’altro. Un bella doppietta, non c’è male. Ai nipotini racconterò il gol con cui il nonno rovinò la festa a Berlusconi».

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