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Parma, manca chi crea superiorità numerica

A Bolzano numeri che certificano il predominio territoriale, ma nessuno ha acceso la luce

La doccia fredda di Bolzano è servita al Parma per capire quanto sia complicata e piena di ostacoli la corsa alla Serie A, l’obiettivo che il club di Krause ha bene in mente malgrado non lo abbia mai dichiarato pubblicamente. Pecchia era già al corrente delle trappole seminate lungo il cammino, i suoi ragazzi un po’ meno. La sconfitta subita contro il Südtirol ha riportato sul Pianeta Serie B i crociati che non perdevano dalla partita contro la Ternana del 10 settembre. Altra caduta, ma sconfitta diversa. Contro la squadra di Lucarelli il Parma aveva creato parecchio, non avvertendo quasi mai – nel primo tempo – il brivido di una possibile rimonta. La Ternana era stata resa innocua dall’organizzazione difensiva crociata (crollata a inizio ripresa) e dal palleggio: veloce, rapido, a tratti di qualità. Tutto quello che non è stato a Bolzano. Gli atesini, passati in vantaggio quasi per caso con una magia di Hans Nicolussi Caviglia, si sono poi limitati a fare una partita di contenimento riconoscendo l’inferiorità sul piano tecnico rispetto agli avversari. Il Parma in tutto ha giocato 751 palloni impensierendo solo una volta Polizzi. Quando totalizzi il 72,2% di possesso palla, con buona pace degli amanti dei dati, tirando solo 4 volte nello specchio, significa che c’è qualcosa che non va. 

Pecchia, non a caso in conferenza stampa, aveva invocato l’arma del tiro da fuori ma mai nessuno si è preso la responsabilità di provare a pescare il jolly. Tutto passava dal Mudo, che però è stato prontamente raddoppiato dal Südtirol, alle volte penalizzato dallo scarso movimento senza palla dei compagni perché non aveva lo sfogo laterale. Nessun giocatore, neanche tra quelli entrati dopo Benek (completamente avulso dalla manovra) e Ansaldi (più coinvolto ma con poca lucidità) hanno creato i presupposti per la superiorità numerica e per preoccupare la retroguardia di Bisoli che ha recuperato 44 palloni e liberato la propria metà campo 90 volte con interventi aerei. Questo evidenzia anche le difficoltà del Parma nel gioco aereo e nell’occupazione dell’area di rigore. Serviva un episodio, spesso considerata l’arma più in queste occasioni, ricercata per scardinare le difese chiuse come quella del Südtirol.

Neanche Vazquez, il giocatore in campo che ha toccato più palloni, 107 (più di Odogwu e Mazzocchi, gli attaccanti del Südtirol che in due hanno giocato 60 palloni), è riuscito a trovare la chiave per aprire la cassaforte. Ci ha provato con quattro conclusioni, una di testa nell’azione più pericolosa confezionata dal Parma proprio grazie a un calcio piazzato. Servono soluzioni diverse, a partire dalla gara con il Como. Per riprendere il cammino verso l’obiettivo non dichiarato ma sognato da sempre. 

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