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L'intervista

Riecco Bernabé: “Parma, ora sto bene”

Lo spagnolo arrivato dal City in estate: “Lo stop è stato un trauma, ma adesso sono all’80% della condizione atletica. Due settimane e sarò al top. Serve vincere partita dopo partita”

Ho scelto il Parma in estate, poi il trauma dello stop: in due settimane sarò in forma“. Adrian Bernabé sorride. Intervistato da La Gazzetta di Parma, il centrocampista spagnolo racconta i motivi della scelta, legati a Maresca e i problemi che lo hanno costretto a saltare i primi sei mesi. “E’ stato un momento tremendo per me e la mia famiglia – dice lo spagnolo – forse il più duro che mi sia mai capitato nella vita. Arrivavo pieno di entusiasmo e con tanta voglia di giocare nel mio nuovo club e mi sono sentito dire che almeno per un po’ non sarei stato in grado di farlo. Una notizia traumatica, dato che per me il calcio è tutto. I dottori mi hanno detto subito che la cosa non era grave, ma lì per lì non sai mai cosa pensare e un certo sconforto è normale. Poi passano i giorni e comincia ad affrontare con più calma la situazione. Ora con l’aiuto dei medici, dei familiari e del Parma rieccomi qui: il problema è risolto. Ora sto bene. Sono all’80% della mia condizione atletica, ma in un paio di settimane sarò al massimo”

Sul perché abbia scelto il Parma, Bernabé è chiaro: “Maresca, mio allenatore nell’Under23 a Manchester, mi aveva parlato diq uesto progetto e la cosa mi ha affascinato subito. Certo, non è stato un passo semplice, ma assieme al mio procuratore (l’ex fuoriclasse di Barcellona e Real Ivan De la Pena ndr) e alla mia famiglia abbiamo pensato che a vent’anni una nuova esperienza con un nuovo Paese, un nuovo campionato, nuovi obiettivi poteva essere l’ideale per me“.

Su Guardiola: “E’ un tecnico che vive il calcio a tempo pieno e ha una visione delle cose di livello superiore: quando un comune mortale ha escogitato tre o quattro modi per mettere in difficoltà gli avversari, lui ne ha già in testa dieci. Sa trattare lo spogliatoio, trovare la chiave dei giocatori con rispetto e coinvolgimento, dando a ciascuno lo spazio che merita. E’ stato un onore lavorare con lui“.

Sul ruolo: “Ho sempre giocato trequartista, dove posso trovare l’ultimo passaggio e credo di avere una buona visione di gioco. Mi piace giocare a uno o due tocchi. Ho giocato anche esterno d’attacco e l’anno scorso al City facevo il terzino sinistro che va dentro al campo in fase di possesso. Il primo a utilizzarmi in questo modo è stato Guardiola. Una bella sfida, pur essendo duttile ho dovuto apprendere la fase difensiva che certamente mi mancava. Dopo le prime faticate ho preso la mano e mi è piaciuto, anche se continuo a preferire altri ruoli“.

Chiosa sul Parma: “Ho seguito le gare da casa, non è facile mentalmente adattarsi a un nuovo campionato dopo una retrocessione. Mi sembrano difficoltà più che altro mentali. Qui poi ci sono stati tanti cambiamenti e serve tempo per conoscersi e ingranare. Ora non resta che vincere, gara dopo gara“. 

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